Talora uno scrittore, per dire troppo, diventa più comico dei suoi personaggi.- Umberto Eco
Talora uno scrittore, per dire troppo, diventa più comico dei suoi personaggi.
L'assenza è all'amore come il vento al fuoco: spegne il piccolo, fa avvampare il grande.
Tutti possono dire cose sbagliate, basta che le ragioni siano giuste.
Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui.
La creazione, anche se produce l'errore, si dà sempre per amore di qualcuno che non siamo noi.
Il riso squassa il corpo, deforma i lineamenti del viso, rende l'uomo simile alla scimmia.
Uno scrittore che parla dei propri libri è quasi insopportabile quanto una madre che parla dei propri figli.
Lo scrittore deve adescare, non deve raccontare niente, non ha nessun compito di trasmettere verità.
Il compito dello scrittore non è di esaltare il poco di bello che c'è: è di cercare il male, il brutto, e poi di denunciarlo. Il compito dell'uomo non è accontentarsi: è ribellarsi. Solo attraverso la ribellione si può cercare la verità.
Lo scrittore moderno è colui che accetta la sfida della realtà che lo circonda, e rinuncia alla dolce finzione dell'idillio campestre.
Non credetegli quando dicono che lo scrittore deve adoperare una lingua che tutti devono capire. Non la deve capire nessuno! Figurarsi. Devono leggerla, rileggerla; sennò quale sarebbe la polivalenza linguistica dello scrittore nel tempo?
Uno scrittore vero non prende appunti per strada o al caffè perché significherebbe che sta rubando tempo alla scrittura interna che non deve cessare mai - e che va celata sempre.
Lo scrittore è essenzialmente un uomo che non si rassegna alla solitudine.
Lo scrittore deve considerare i suoi vecchi testi quali altri testi, che egli riprende, cita o deforma, come farebbe di una moltitudine di altri segni.
Alcuni scrittori prendono gusto al bere, altri al pubblico.
Quando arriva il successo per uno scrittore inglese, questi si procura una nuova macchina da scrivere. Quando il successo arriva per uno scrittore americano, si procura una nuova moglie.