Ancora pochi giorni e per tutta la vita sarai l'uomo che è arrivato in cima all'Everest!- John Hawkes
Ancora pochi giorni e per tutta la vita sarai l'uomo che è arrivato in cima all'Everest!
La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni violenti, ma più segreta.
Quando due persone salgono ognuna dalla propria profonda valle e si incontrano in cima ad una grande montagna, non ha importanza quale sia il nome della montagna o da dove vengano quelle persone. Quando siamo in cima abbiamo la sensazione di trovarci sul tetto del mondo.
Che ci faccio in montagna? Più ci vado e più mi accorgo di essere scarso. L'aumento di esperienza mi denuncia meglio i difetti. Conoscere non m'incoraggia, anzi mi pesa. L'esperienza accresciuta misura la mia insufficienza.
Non ho mai piantato un chiodo in montagna. Non mi sento autorizzato, sono uno di fuori, di passaggio. Mettere un chiodo è un atto di possesso, bisogna appartenere al luogo per sentirsi autorizzato.
Io chiedo a una scalata non solamente le difficoltà ma una bellezza di linee.
Spesso non è la montagna avanti a te che ti consuma. E' il sassolino nella scarpa.
Sognava rocce alte, spazi aperti e cielo sopra la testa. Senza, era triste.
Non si può mai dominare la natura, l'alpinista deve assumersi le proprie responsabilità e non dare la colpa alla montagna.
Due voci possenti ha il mondo: la voce del mare e la voce della montagna.
Per l'uomo la montagna è una figura paterna con cui misurarsi.