La beneficenza appaga in primo luogo lo stesso benefattore.- Joseph Roth
La beneficenza appaga in primo luogo lo stesso benefattore.
La mia vecchia mamma, col suo vecchio bastone nero, teneva lontano il disordine.
Non c'è nobiltà senza generosità, come non c'è brama di vendetta senza volgarità.
È più facile morire per le masse che viverci insieme.
Allora seppi per la prima volta perché le donne amano case e stanze più dei loro mariti. Per prima cosa, le donne preparano il nido per la discendenza. Con inconscia malizia avviluppano l'uomo in una rete inestricabile di piccoli doveri quotidiani, ai quali egli non sfuggirà più.
La famiglia von Trotta era di nobiltà recente. Il suo capostipite era uno sloveno di Sipolje, ed era stato insignito del titolo per essersi eccezionalmente distinto nella battaglia di Solferino.
Non va bene esagerare in beneficenza, perché ad un certo punto non si guadagna più che l'odio del beneficiato.
Nessuno si stanca di ricevere benefici. I benefici sono azioni secondo natura: quindi non stancarti di riceverne, nel momento in cui ne fai.
I benefici non obbligano tanto quanto il modo di porgerli.
Un beneficio perde grazia a dargli troppa pubblicità; chi vuole che sia ricordato, deve dimenticarlo per primo.
Non vi spaventi dal beneficare gli uomini la ingratitudine di molti; perché oltre che el beneficare per sé medesimo sanza altro obietto è cosa generosa e quasi divina, si riscontra pure beneficando talvolta in qualcuno sí grato, che ricompensa tutte le ingratitudini degli altri.
Chi accoglie un beneficio con animo grato paga la prima rata del suo debito.
Dà un doppio soccorso al povero chi glielo dà in fretta.
Confesso che nella parola beneficenza non trovo più la sua primitiva bellezza; è stata sciupata dai farisei che l'hanno troppo usata.