Signore, perdona loro, perché sanno quello che fanno!- Karl Kraus
Signore, perdona loro, perché sanno quello che fanno!
Tradurre in un'altra lingua un'opera della lingua vuol dire che uno si toglie la pelle, passa il confine e là indossa il costume del paese.
Come ci sono sempre facce nuove, sebbene il contenuto degli uomini non vari molto, cosi devono esserci sempre nuove proposizioni con un simile materiale di pensiero.
Ci sono dei precursori che imitano gli originali. Se due hanno un pensiero, esso non appartiene a quello che lo ha avuto prima, ma a quello che lo ha avuto meglio.
Si deve distinguere fra quelli che si tolgono in primavera la giacca invernale e quelli che considerano il fatto di togliersi la giacca invernale come infallibile mezzo per suscitare la primavera. Saranno piuttosto i primi a prendersi il raffreddore.
E se la terra avesse solo una vaga idea della paura che ha la cometa di toccarla!
Perdona i nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi.
Non c'è nessun perdono, in tutta questa pietà.
Colui che perdona non porta mai il passato sul volto. Quando perdoni, è come non fosse mai successo. Il vero perdono è pieno e totale.
La tentazione del potere è demoniaca e sempre, nella storia della Chiesa, è stata all' origine di misfatti, di cui Giovanni Paolo II ha dovuto chiedere perdono.
Chi ti perdona ha bisogno dei tuoi peccati.
L'adolescente non perdona gli scrittori letti da suo padre.
Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente; il giorno in cui li perdona, diventa un adulto; il giorno che perdona se stesso, diventa un saggio.
Perdonare e dimenticare vuol dire gettare dalla finestra una preziosa esperienza già fatta.
Chi perdona facilmente invita all'offesa.
Se non vuoi adirarti con i singoli, devi perdonare tutti.