Non dobbiamo essere la voce degli altri, dobbiamo spingere gli altri ad avere una voce.- Lia Varesio
Non dobbiamo essere la voce degli altri, dobbiamo spingere gli altri ad avere una voce.
A ciascuno è affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro.
Fede non è sapere che l'altro esiste, è vivere dentro di lui, calarsi nella pelle dell'amico che passa, che ti interpella come un pugno nello stomaco, non ti lascia tregua, ti ricorda che esisti.
Il ricordo è una forma di incontro.
Un libro di poesie è un autunno morto: i versi son le foglie nere sulla bianca terra, e la voce che li legge è il soffio del vento che li affonda nei cuori intime distanze.
L'occhio sceglie, ma la voce conferma e l'olfatto annuisce.
Basta la sua voce per farmi realizzare che sono solo un pianeta che gira intorno a un sole più grande. Lei.
La mia voce è la volontà di Dio,non la mia.
Se vuoi offendere un avversario, lodalo a gran voce per le qualità che gli mancano.
Non devesi ascoltare la voce del cuore quando essa può nuocere al popolo.
Il silenzio è la voce di un altro alfabeto che ci parla dentro.
Talvolta ascolto le voci senza lasciarmi distrarre dalle parole che contengono. In quei momenti sono le anime che sento. Ciascuna ha la vibrazione che le è propria. Certe emettono solo note stonate: bisognerebbe che un Dio ne tendesse nuovamente le corde, come un cieco che accorda un pianoforte.
In questa nostra epoca fragorosa e cartacea, piena di propaganda aperta e di suggestioni occulte, di retorica macchinale, di compromessi, di scandali e di stanchezza, la voce della verità, anziché perdersi, acquista un timbro nuovo, un risalto più nitido.
Tutti quelli che non hanno niente di importante da dire parlano ad alta voce.