L'infelice che s'affanna. Non deve maledir, non deve odiare chi trionfa per lui.- Lord Byron
L'infelice che s'affanna. Non deve maledir, non deve odiare chi trionfa per lui.
La vera pietra di paragone del merito è il successo.
Un affare è nella sua intima essenza una transazione ostile, non cercano forse tutti gli uomini di abbattere il prezzo di ciò che comprano? Io affermo che un affare anche tra fratelli è una dichiarazione di guerra.
Ognuno è incline a credere in ciò che desidera, da un biglietto della lotteria ad un passaporto per il paradiso.
Poiché l'uomo è ragionevole deve bere; stato divino dell'esistenza è l'ebbrezza, nella gloria, nell'uva, nell'amore e nell'oro affonda la speranza di uomini e nazioni.
Vino e donne, allegria e risate, prediche e acqua di seltz l'indomani.
L'imbonimento consumistico e il mito della bella vita hanno legittimato la gratificazione delle pulsioni e l'Es non deve più scusarsi. Dei suoi desideri, o dissimularne la portata. Ma questo stesso condizionamento ha reso intollerabili il fallimento e la sconfitta.
Il successo non è mai dipeso e non dipenderà mai né dalla posizione, né dall'armamento, né dal numero, ma, in ogni caso, men che mai dalla posizione. E da che cosa, allora? Dal sentimento che c'è in me, in lui, in ogni soldato.
Non è nella natura dell'uomo avanzare sempre; essa ha i suoi andare e venire.
Il successo è la capacità di passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo.
Il successo è una questione di ghiandole - ghiandole sudoripare.
I nostri successi e i nostri fallimenti sono tra loro inscindibili, proprio come la materia e l'energia. Se vengono separati, l'uomo muore.
La guerra è un happening, e questo spiega il successo che ha sempre avuto.
In questo mondo, devi pagare mentre avanzi.
Nulla fallisce come il successo perché non impariamo da esso. Noi impariamo solo dai fallimenti.
Nessuno può garantire il successo in guerra, può solo meritarlo.