Curan la fama i più, pochi l'onore.- Lucio Anneo Seneca
Curan la fama i più, pochi l'onore.
Fermatevi sospettosi e pavidi di fronte ad ogni bene fortuito: l'esca alletta fiere e pesci e li inganna. Li credete doni della fortuna? Sono trappole.
La solitudine è per lo spirito, ciò che il cibo è per il corpo.
Poichè sarebbe troppo faticoso avere tutti amici, basta non avere troppi nemici.
La fortuna aiuta gli audaci, il pigro si ostacola da solo.
Vale la pena sperimentare anche l'ingratitudine pur di trovare una persona grata.
Forse sono narciso, ma è una cosa che riesco a gestire. Ho sempre avuto la consapevolezza che è lei , non sono io, la matrice della fama.
La fama degli eroi spetta un quarto alla loro audacia; due quarti alla sorte, e l'altro quarto, ai loro delitti.
Successo e fama sono due cose distinte.
La fama è volubile, lo so. Regala gratificazioni e inconvenienti, io li ho sperimentati entrambi.
Con la fama divento sempre più stupido, un fenomeno molto comune d'altronde.
Io non mi sento per niente vittima, ho tentato di cavalcare tutte le emozioni che mi ha portato la fama iniziale.
Tra l'uomo famoso e l'infame non c'è che un passo e forse anche meno d'un passo.
La fama non fa di me una persona diversa. Oggi sono lo stesso uomo che è cresciuto nelle strade dure di Panama. Io sono solo me stesso. Lo sarò sempre. Chi vuole parlarmi, mi parla. Chi mi ama, mi ama per quello che sono.
Felice è chi buona fama cinge.
Da bambino il mio unico desiderio era giocare a calcio e che i miei genitori potessero vedermi in tv. Quel che è venuto dopo, la fama, il denaro, i trofei... tutto fantastico ma non paragonabile alla prima volta che mio papà mi ha visto in televisione.