Curan la fama i più, pochi l'onore.- Lucio Anneo Seneca
Curan la fama i più, pochi l'onore.
Perché nessuno ammette i propri difetti? Perché vi è ancora immerso: i sogni li racconta chi è sveglio e così i propri vizi li ammette solo chi è guarito.
Chi muore sereno come è nato ha conquistato la saggezza.
Noi siamo l'uno per l'altro un teatro sufficientemente grande.
I piccoli delitti vengono puniti, quelli grandi portati in trionfo.
La natura del dolore è eccellente, perché, se si protrae, non può essere grande, e se è grande, non può protrarsi.
Vana è la gloria di chi cerca la fama solo nel luccicare delle parole.
Chi semina virtù fama raccoglie.
Tu sei per me la porta del Paradiso. Per te rinuncerei alla fama, al genio, ad ogni cosa.
La fama degli eroi spetta un quarto alla loro audacia; due quarti alla sorte, e l'altro quarto, ai loro delitti.
Da bambino il mio unico desiderio era giocare a calcio e che i miei genitori potessero vedermi in tv. Quel che è venuto dopo, la fama, il denaro, i trofei... tutto fantastico ma non paragonabile alla prima volta che mio papà mi ha visto in televisione.
Il mezzo più efficace di ottener fama è quello di far creder al mondo di esser già famoso.
La fama è la gloria venduta a saldo, con gli sconti di fine stagione.
Che differenza fa, in definitiva? L'anonimato nel mondo degli uomini è meglio della fama in cielo, perché cos'è il cielo? Cos'è la terra? È tutto nella mente.
La donna che può inventare il suo proprio lavoro è la donna che otterrà fama e fortuna.
La fama va e viene. Un giorno sei sotto i riflettori, l'altro c'è chi ti ha già dimenticato.