Curan la fama i più, pochi l'onore.- Lucio Anneo Seneca
Curan la fama i più, pochi l'onore.
Chi è padrone di sé non perde niente.
Un grande amore si permette delle deroghe al buon senso.
Non si soffre, in effetti, per la mancanza di questi beni, ma per il pensiero della loro mancanza. Chi ha il possesso di sé non ha perso niente: ma quanti hanno la fortuna di possedere se stessi?
Sii servo del sapere, se vuoi essere veramente libero.
La qualità migliore di un animo generoso è l'istinto al bene. Nessun uomo di spirito elevato si compiace di cose abiette e sordide: lo attira e lo esalta la bellezza delle cose grandi.
La fama è volubile, lo so. Regala gratificazioni e inconvenienti, io li ho sperimentati entrambi.
L'Italiano è di tanto inferiore al giudizio che porta di se stesso di quanto è superiore al giudizio che ne danno gli stranieri. Le sue qualità migliori sono le ignorate e i suoi difetti peggiori sono i pubblicati da tutta la fama.
Fama e onore vanno talvolta più facilmente a chi non li ricerca.
Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia... datemi solo la Verità.
Anche un allevatore di asini, di cavalli e di buoi, che fosse tale quale Pericle fu, avrebbe la fama di essere un cattivo allevatore.
La fama è ciò che resta della popolarità, spenti gli applausi.
Se la fama giunge solo dopo la morte, che aspetti.
Cerca una fama ? ti sfuggirà: non le badare ? ti cercherà...
Mi sono rotta le palle della fama. Ora voglio il potere.
Se sei famosa la gente crede di avere il diritto di dirti in faccia qualunque cosa, come se questo non potesse ferirti.