A che ci serve viaggiare, se non riusciamo ad evitare noi stessi?- Lucio Anneo Seneca
A che ci serve viaggiare, se non riusciamo ad evitare noi stessi?
Sbaglia chi cerca un amico nell'atrio e lo mette alla prova nel banchetto.
Lieve è il dolore che permette di prendere una decisione.
Pensa a chi vuoi, giovani, vecchi, uomini maturi: li troverai ugualmente timorosi della morte, ugualmente ignari della vita.
Alla sapienza non si può nuocere, il tempo non la cancella, nessuna cosa la può sminuire.
Non puoi sfuggire al destino, puoi solo vincerlo.
Il viaggiare, nei più giovani, fa parte dell'educazione; negli adulti, fa parte dell'esperienza.
I cambiamenti di luogo non rendono intelligente chi è stupido.
I viaggiatori sono quelli che lasciano le loro convinzioni a casa, i turisti no.
Viaggiare è come innamorarsi: il mondo si fa nuovo...
Mi sento cittadina del mondo, la mia mente è aperta e desiderosa di assorbire concetti di 1000 culture diverse, imparando e crescendo anche attraverso i miei viaggi.
Conviene essere sempre di ritorno da ogni dove. - Senza mai essere andato da nessuna parte? - È proprio lì il bello, amico mio.
I viaggi sono quelli per mare con le navi, non coi treni. L'orizzonte dev'essere vuoto e deve staccare il cielo dall'acqua ci dev'essere niente intorno e sopra deve pesare l'immenso, allora è viaggio.
La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte.
Le case saranno in grado di volare [entro l'anno 2000]. Verrà il momento in cui intere comunità potranno migrare a sud in inverno, o spostarsi verso nuovi territori ogni volta che sentono il bisogno di cambiare paesaggio.
Solo la direzione è reale, la meta è sempre fittizia, anche la meta raggiunta... anzi soprattutto questa.