A che ci serve viaggiare, se non riusciamo ad evitare noi stessi?- Lucio Anneo Seneca
A che ci serve viaggiare, se non riusciamo ad evitare noi stessi?
Chi è troppo indaffarato non può svolgere bene nessuna attività, perché una mente impegnata in mille cose non può concepire nobili pensieri.
L'ubriachezza non è altro che una pazzia volontaria.
È quando non si ha più speranza che non si deve disperare di nulla.
La memoria rinnova l'angoscia della paura, il prevedere il futuro ce l'anticipa; nessuno è infelice solo per il presente.
Ogni evento che si è aspettato a lungo, giunge più sopportabile.
La vita è quel che decidiamo di farne. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma quello che siamo.
Ogni cento metri il mondo cambia.
L'immaginazione serve per viaggiare e costa meno.
Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina.
Il viaggio comincia laddove il ritmo del cuore s'espone al vento della paura.
Nell'ombra della notte si ritorna soli. È l'ora che preferisco per viaggiare in bicicletta, al raggio delle stelle su la strada vuota, per la bianchezza della quale l'occhio vede da lungi sicuramente. Dove si corre?
Non si va così lontano che quando non si sa dove si va.
Viaggiare in America è come affondare un coltello caldo in un pane di burro.
Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c'è ancora e lascia dietro di te una traccia.