A che ci serve viaggiare, se non riusciamo ad evitare noi stessi?- Lucio Anneo Seneca
A che ci serve viaggiare, se non riusciamo ad evitare noi stessi?
Multos fortuna liberat poena, metu neminem.
Nessuno versa il sangue di un altro per il gusto di uccidere, o almeno pochi; la maggior parte agisce più per calcolo che per odio.
È grande di animo chi nelle cose seconde è moderato.
Come è insensato disporre della propria vita, se non siamo padroni neppure del domani!
I nostri progetti falliscono perché non hanno scopi. Quando un uomo non sa in quale porto sia diretto, nessun vento è quello giusto.
Di confini non ne ho mai visto uno. Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone.
Ero un giovane scrittore e volevo andare lontano. Sapevo che a un certo punto di quel viaggio ci sarebbero state ragazze, visioni, tutto; sapevo che a un certo punto di quel viaggio avrei ricevuto la perla.
Viaggiare è una scuola di umiltà, fa toccare con mano i limiti della propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un'altra.
I nomadi non hanno storia, hanno solo geografia.
Se vuoi viaggiare lontano e veloce, viaggia leggero. Spogliati di tutte le invidie, gelosie, ripicche, egoismi e paure.
La cosa che più conta di un viaggio è non smettere di viaggiare.
Non vale la pena girare il mondo per contare i gatti nello Zanzibar.
Il viaggio più prezioso è quello del reportage, il viaggio etnografico o antropologico intrapreso per conoscere meglio il mondo, la storia, i cambiamenti avvenuti, in modo da trasmettere agli altri le conoscenze.
Se da giovani viaggiare è utile, da meno giovani diventa fondamentale. La curiosità è l'antiruggine del cervello.
Il viaggio più lungo è il viaggio interiore.