Mi sento Lucio Battisti.- Lucio Battisti
Mi sento Lucio Battisti.
Sogno di abbracciare un amico vero, che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro.
Amarsi è questo: escludere d'essere i soli al mondo, i soli ad esser soli amando, sterminandola l'invincibile armata.
Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante.
Un affetto non si prova, si indossa direttamente.
La mia sincerità per rubare la sua verginità.
Fare cinema è qualcosa che riguarda un processo mentale e visivo, è un problema di originalità, di idee, di linguaggio e costruzione delle immagini che sono sempre al primissimo posto.
La verità e l'originalità troverebbero più facilmente posto nel mondo se coloro che non sono in grado di produrle non cospirassero di comune accordo per non farle venire alla luce.
Tutte le cose buone che esistono sono il frutto dell'originalità.
Io insegno ma in cucina ciascuno deve essere musicista originale. Lo stesso brano è diverso se eseguito da Sokolov o da un altro virtuoso.
Sia che io lavori in veste di produttore piuttosto che in quella di regista, in entrambi i casi tutto ha inizio da una mia idea originale, che può essere un qualcosa che viene direttamente da me o magari un racconto breve che mi è piaciuto e che scelgo.
Essere originale non è fare l'eccentrico. È volgersi verso l'origine e vivere nel suo zampillio sorgivo.
Ogni scrittore glossa all'infinito il suo breve testo originale.
Noi siamo originali solo perché non sappiamo nulla.
Esiste una originalità per difetto che non è in grado di librarsi sino alla banalità.
Il manuale dal titolo: 'Della donna non si butta via niente. Con 21 ricette per cucinarla' suggerisce un approccio inusuale con le donne. Un'idea originale, non v'è dubbio. Peccato che il problema con le donne, non sia cucinarle. Ma digerirle.