Chi non lavora eppure mangia è un ladro.- Gandhi
Chi non lavora eppure mangia è un ladro.
Potreste cavarmi gli occhi, ma questo non potrebbe uccidermi. Potreste tagliarmi il naso, ma nemmeno questo mi ucciderebbe. Distruggete, invece, la mia fede in Dio, e sarò morto.
La forza interiore cresce con la propria preghiera.
L'assenza di paura è il sine qua non per lo sviluppo delle altre nobili qualità. Come si può cercare la verità o accarezzare l'Amore senza essere intrepidi?
L'amore non ammette di essere raccontato. Deve essere vissuto nella gioia: allora si diffonde da sé.
La nonviolenza non può essere predicata. Deve essere praticata.
Mangiare è possedere per mezzo della distruzione.
Non si dovrebbe mai mangiare troppo quando si ha l'anima sottosopra. Perché causa vertigini romantiche, slanci macabri, disperazioni liriche.
Chi mangia poco vive di più.
Il piacere della tavola è di tutte le età, di tutte le condizioni sociali, di tutti i paesi e di tutti i giorni; può associarsi a tutti gli altri piaceri, e resta ultimo a consolarci della loro perdita.
Viviamo nel benessere e spesso di benessere moriamo. Mangiamo ogni giorno della settimana come re e regine al banchetto, e finiamo per lasciarci la vita.
L'appetito non vien mangiando, ma vedendo mangiare gli altri.
L'anima dell'uomo ha radici nello stomaco. Chiunque scrive molto meglio dopo una bistecca di manzo e una pinta di whiskey che non dopo una tavoletta di cioccolata da cinque cents. Il mito dell'artista morto di fame è una balla.
Questo è il mio consiglio se insisti a voler dimagrire: mangia quanto ti pare, soltanto non ingoiare.
Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte.
Dopo una pancia piena, tutto è poesia.