Disperare è il più grande dei nostri errori.- Marcel Proust
Disperare è il più grande dei nostri errori.
Il ritornello che un orecchio fine ed educato rifiuterebbe di ascoltare, ha ricevuto il tesoro di migliaia di anime, conserva il segreto di migliaia di vite di cui fu la ispirazione, la consolazione sempre pronta, la grazia e l'idea.
La gelosia è sovente solo un inquieto bisogno di tirannide applicato alle cose dell'amore.
Forse l'immobilità delle cose intorno a noi è loro imposta dalla nostra certezza che sono esse e non altre, dall'immobilità del nostro pensiero nei loro confronti.
La mia sola consolazione, quando salivo per coricarmi, era che la mamma venisse a darmi un bacio non appena fossi stato a letto.
Quell'agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l'idea di essere malati.
Nei miei personaggi non c'è un reale pentimento ma c'è la desolazione, la disperazione in certi casi, e comunque un rimanere attonito di fronte alla manifestazione dei propri difetti.
Oggigiorno gli uomini conducono vite di rumorosa disperazione.
Devi piagere dentro, come gli eroi.
La mia sola speranza riposa nella mia disperazione.
Nessuno ha il diritto di fermarsi e provare disperazione. C'è troppo da fare.
Senza amore di sé neppure l'amore per gli altri è possibile.
L'uomo che vive al di sopra delle sue possibilità, è in gran pericolo di vivere presto al di sotto di esse; o come dice il proverbio italiano, "Chi vive sperando muore penando".
È disperante frequentare persone per cui si prova disprezzo: essere obbligati, per pura cortesia, ad ammirare cose la cui insignificanza fa compassione.
L'uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato.
Diciassette anni di vita non forniscono una corazza abbastanza resistente contro la disperazione.