Quando si fa quel che si può, si fa quel che si deve.- Marcel Proust
Quando si fa quel che si può, si fa quel che si deve.
I veri libri devono essere figli non della luce e delle chiacchere ma dell'oscurità e del silenzio.
Qualsiasi essere amato - anzi, in una certa misura qualsiasi essere - è per noi simile a Giano: se ci abbandona, ci presenta la faccia che ci attira; se lo sappiamo a nostra perpetua disposizione, la faccia che ci annoia.
Come quelli che si mettono in viaggio per vedere con i loro occhi una città desiderata e immaginano si possa godere, in una realtà, le delizie della fantasia.
Con le donne che non ci amano, come con i "dispersi", sapere che non si ha più nulla da sperare non impedisce di continuare ad attendere.
La saggezza della gente non innamorata a cui pare che un uomo di spirito dovrebbe essere infelice solo per una persona che lo meriti; pressappoco è come stupirsi che uno si degni di ammalarsi di colera a causa di un essere così piccolo come il bacillo.
Chi può fare e fa, non ha né tempo né voglia di troppo criticare ciò che fanno gli altri.
A fare le cose a mezzo si perde sempre.
Fare, fare. Fare per fare, senza vedere neppure quello che fate, perché lo fate. E la giornata è passata.
Ci sono persone che, quanto più si fa per loro, meno fanno per se stesse.
Non si fa mai niente per bene finché non si smette di pensare al modo di farlo.
Puoi fare tutto quello che ti metti in testa.
Fai ogni cosa come se qualcuno ti guardasse.
Si fa secondo ciò che si è.
L'uomo fa sempre soltanto ciò che vuole e pure lo fa necessariamente. Ciò dipende dal fatto che egli è già ciò che vuole, poiché da ciò che è segue necessariamente ciò che di volta in volta fa.
Fai sempre quel che hai paura di fare.