Quando si fa quel che si può, si fa quel che si deve.- Marcel Proust
Quando si fa quel che si può, si fa quel che si deve.
Viviamo di solito nell'abitudine, con il nostro essere ridotto al minimo. Le nostre facoltà restano addormentate, riposando sui guanciali dell'abitudine: essa sa quello che c'è da fare e non ha bisogno di loro.
Per un'affezione che i medici guariscono coi loro farmaci, costoro ne provocano dieci in soggetti sani, inoculando quell'agente patogeno mille volte più virulento di qualunque altro microbo: l'idea di essere malati.
L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.
Non si riceve la saggezza, bisogna scoprirla da sé, dopo un tragitto che nessuno può fare per noi, né può risparmiarci, perché essa è una visuale sulle cose.
Noi diciamo la morte per semplificare, ma ce ne sono quasi quante le persone.
Ciò che non vuoi che sia fatto a te stesso, non farlo agli altri.
Chi fa da sé fatica il doppio.
Molti uomini sono stati capaci di fare una cosa saggia, molti di più di farne una furba, ma pochissimi sono stati capaci di farne una generosa.
Quando dicono che sono troppo vecchio per fare qualcosa, cerco di farlo in fretta.
Chi può fare e fa, non ha né tempo né voglia di troppo criticare ciò che fanno gli altri.
È meglio fare e pentere che starsi e pentirsi.
Non si fa mai niente per bene finché non si smette di pensare al modo di farlo.
Non vale la pena di fare nulla a meno che le conseguenze non possano essere serie.
Se devi fare una cosa, falla con stile.
Se si sa esattamente che cosa si farà, perché farlo?