Ho orrore dei tramonti di sole, è romantico, fa tanto opera.- Marcel Proust
Ho orrore dei tramonti di sole, è romantico, fa tanto opera.
È nella malattia che ci rendiamo conto di non vivere soli, ma incatenati a un essere appartenente a un regno diverso, dal quale ci separano abissi, che non ci conosce e dal quale è impossibile farci capire: il nostro corpo.
Quell'agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l'idea di essere malati.
Se non ci fosse l'abitudine, la vita dovrebbe apparire deliziosa a esseri che vivono nella continua minaccia della morte, cioè a tutti gli uomini.
Le teorie e le scuole, come i microbi e i globuli, si divorano tra di loro e assicurano, con la loro lotta, la continuità della vita.
Gli uomini chiudono la propria porta contro il sole che tramonta.
Non è una colpa desiderare un attimo di pace almeno al tramonto della vita.
Sopra tutti loro calava il tramonto e l'aria, chissà come, sapeva di liquirizia.
Questo è il senso di ogni tramonto nella storia, il senso del compimento interno ed esterno, dell'esaurimento che attende ogni civiltà vivente.
Il sole stava per abbandonare la Perla dell'Oceano per altri mari, altre terre.
Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
Le case a mezz'asta quasi rasenti la strada e un tramonto mostruoso con tutte le ali aperte.
Traguardi che sono partenze ed un tramonto che è come un mattino.
Morto è il sole... Che cerchi, poeta, nel tramonto?
Il lavoro di un uomo è fra il sorgere e il tramontare del sole. Quello della donna non finisce mai.