Riceviamo dalla nostra famiglia così le idee di cui viviamo come la malattia di cui moriremo.- Marcel Proust
Riceviamo dalla nostra famiglia così le idee di cui viviamo come la malattia di cui moriremo.
Tutte le cose più grandi che conosciamo ci sono venute dai nevrotici. Sono loro e solo loro che hanno fondato religioni e hanno creato magnifiche opere d'arte. Mai il mondo sarà conscio di quanto deve loro, e nemmeno di quanto essi abbiano sofferto per poter elargire i loro doni.
La realtà non si forma che nella memoria.
La nostra personalità sociale è una creazione del pensiero altrui.
Ciascuno chiama idee chiare quelle che hanno lo stesso grado di confusione delle sue.
Quell'agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l'idea di essere malati.
La famiglia è un'istituzione orribile. È un luogo di crimini, riparato dalla legge.
Tra ciò che uno ha, non ho annoverato la moglie e i figli, poiché da questi è meglio dire che si è posseduti.
Niente è più contrario all'istituzione della famiglia, di una famiglia divisa.
Famiglia. Il luogo dove siamo trattati meglio e dove si brontola di più.
Le famiglie "minuscoli teatri in cui attori scadenti continuano a mettere in scena la stessa pessima rappresentazione, davanti a spettatori ammanettati alle loro sedie".
La lampada familiare è una luminosa chioccia che cova delle uova putride di vigliaccheria.
Solo attorno a una donna che ama può formarsi una famiglia.
Gli odi insanabili sono sempre quelli di famiglia.
Nella famiglia, in cui sono spariti i dissidi quotidiani, si presentano drammi fatti di comportamenti estremi.
Quando entriamo nella famiglia, con l'atto di nascita, entriamo in un mondo imprevedibile, un mondo che ha le sue strane leggi, un mondo che potrebbe fare a meno di noi, un mondo che non abbiamo creato. In altre parole, quando entriamo in una famiglia, entriamo in una favola.