Affogò perché si vergognava a gridare aiuto.- Marcello Marchesi
Affogò perché si vergognava a gridare aiuto.
La Giustizia deve avere il suo corso, come Garibaldi.
Procediamo con disordine. Il disordine dà qualche speranza. L'ordine nessuna. Niente è più ordinato del vuoto.
Un caso pietoso commuove, due anche, tre deprimono, dieci amareggiano, cento scocciano, mille rallegrano gli scampati.
Dicono ai gobbi che portano fortuna. Per consolarli.
Dio t'assista, senza apostrofo, è una bestemmia?
Niuna cosa nella società è giudicata, né infatti riesce più vergognosa del vergognarsi.
Uno è tanto più rispettabile quante più sono le cose di cui si vergogna.
Il fondamento della vergogna non è il nostro sbaglio personale, bensì che tale umiliazione sia visibile da tutti.
Nessuna cosa è vergognosa per l'uomo di spirito né capace di farlo vergognare, e provare il dispiacevole sentimento di questa passione, se non solamente il vergognarsi e l'arrossire.
Più che vergognarti di confessare la tua ignoranza, vergognati d'insistere in una sciocca discussione che la rivela.
La stoltizia è scudo della vergogna, come la improntitudine della povertà.
Vivi così da non doverti mai vergognare se qualsiasi cosa tu abbia fatto o detto viene pubblicata in tutto il mondo anche se ciò che si pubblica non è vero.
Chiunque abbia avuto una ragazza che è stata dalle Orsoline, dalle Marcelline o in altri istituti di suore sa i piaceri che se ne possono ricavare. Lei si vergogna e si eccita della propria vergogna. Una miscela esplosiva.
È vergognoso dire una cosa e pensarne un'altra: ma scrivere una cosa e pensarne un'altra lo è ancora di più.