Le oligarchie politiche sono diventate insopportabili perché i leader sono peggiorati.- Marco Revelli
Le oligarchie politiche sono diventate insopportabili perché i leader sono peggiorati.
Se sempre e comunque le macchine politiche costruite per dar corpo alla democrazia sono destinate a riprodurre rapporti oligarchici di comando-obbedienza e a generare implacabilmente nuove «aristocrazie interne», allora tanto vale affidarsi al rapporto diretto tra il Capo e la Massa.
A fronte dell'ipocrisia di una finta democrazia, meglio un dominio monopolistico franco, chiaro, concreto, diretto.
Il partito è una forma di organizzazione. Per certi aspetti l'organizzazione per eccellenza: quella su cui poggia il funzionamento strutturale del sistema politico.
All'identificazione tende a sostituirsi un senso di estraneità. Alla militanza la diffidenza: un sentimento misto di frustrazione per l'impotenza dei decisori e d'insofferenza per la loro intrusività.
La realtà è il più abile dei nemici. Lancia i suoi attacchi contro quel punto del nostro cuore dove non ce li aspettavamo e dove non avevamo preparato difese.
Chi ti offende o è più potente o è più debole di te: se è più debole, risparmialo, se è più potente, risparmia te stesso.
Rimpiangere l'irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze.
La forza è solamente un evento fortuito che deriva dalla debolezza altrui.
La forza della critica risiede nella debolezza della cosa criticata.
Laddove tutti sono «uguali» (o vengono costretti a sembrare uguali) la passività dei sudditi è assicurata, ma è assicurata anche l'assoluta debolezza della società.
Nello sviluppo di ogni sottile forza morale vi è uno stadio primitivo nel quale essa indebolisce l'anima di cui sarà forse un giorno la piú audace esperienza.
Come sono dure le donne di buon cuore! Come sono deboli gli uomini cattivi!
L'uomo non è che un giunco, il più debole della natura, ma è un giunco pensante.
Il coraggio non deve dare diritti per soperchiare il debole.