I pensieri periscono, come gli uomini.- Marguerite Yourcenar
I pensieri periscono, come gli uomini.
Forse succede con le macchine come con le donne di cui ci si stanca quando diventano facili.
Ci sono libri che non si dovrebbero osare se non dopo i quarant'anni.
La parola scritta m'ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press'a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m'hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l'andar del tempo, la vita m'ha chiarito i libri.
Quando tutti i calcoli astrusi si dimostrano falsi, quando persino i filosofi non hanno più nulla da dirci, è scusabile volgersi verso il cicaleccio fortuito degli uccelli, o verso il contrappeso remoto degli astri.
Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su sé stessi: la mia prima patria sono stati i libri.
Il pensiero è sempre immorale. L'essenza sua è distruttiva. Se si pensa a una cosa la si uccide, nulla sopravvive alla riflessione.
Il pensiero può essere elevato senza avere l'eleganza, ma, nella misura in cui non avrà eleganza, gli verrà meno la capacità di agire sugli altri. La forza senza la destrezza è una semplice massa.
Il pensiero assoluto è antisociale, antigregario, forse autistico. È una lebbra che cerca l'isolamento.
I miei pensieri mi dicono dove mi trovo, ma non mi indicano dove vado.
Il pensiero fa la grandezza dell'uomo.
Dai pensieri più profondi spesso si origina l'odio più mortale.
Essendo il pensiero quel che c'è di più nobile nell'uomo, non vedo perché non vi possa andare unito qualche rischio di sofferenza e persino di morte.
I pensieri sono azioni.
Il buono e il cattivo dipendono dal pensiero di chi li rende tali.
Talvolta un pensiero mi annebbia l'Io: sono pazzi gli altri, o sono pazzo io?