Nel reale si rischia di soffocare, nell'irreale di perdersi.- Mario Andrea Rigoni
Nel reale si rischia di soffocare, nell'irreale di perdersi.
Oltre un certo grado la bellezza, come l'eleganza, non è più una semplice sfida all'imperfezione e alla miseria del mondo, ma una provocazione, anzi un oltraggio: ciò spiega l'odio che non poca gente nutre verso di essa.
Si può osservare che nelle discussioni politiche, religiose o d'altra natura la gente non vuole affatto conoscere la realtà delle cose, ma solo essere confermata nei suoi pregiudizi: è di una fede, non della verità, che ha bisogno.
La festa prima della fine, l'orchestra che suona e non smette di suonare, mentre il Titanic affonda, è più che l'immagine di un'epoca: è una metafora della storia, della vita stessa, di ciascuno e di tutti.
Si impara più da una visita a un mattatoio che da venticinque secoli di esperienza filosofica.
Soltanto perché è l'evento più naturale e quotidiano la magia appare così incredibile.
Ignoro dove finisca l'artificiale e inizi il reale.
Preferiamo un inferno reale che un paradiso immaginario.
Pare un assurdo, eppure è esattamente vero, che, tutto il reale essendo un nulla, non v'è altro di reale né altro di sostanza al mondo che le illusioni.
Il reale è sempre al suo posto.
Tra il reale e l'irreale c'è una porta: quella porta siamo noi.
Bene è ribadire l'oggettività del reale, in un secolo di pirandellismi, altrimenti si finisce male... Gli oggetti sono, grazie a Dio.