Nel reale si rischia di soffocare, nell'irreale di perdersi.- Mario Andrea Rigoni
Nel reale si rischia di soffocare, nell'irreale di perdersi.
Dappertutto questi macigni e queste caverne, questa nebbia soffocante, questi labirinti vischiosi, dappertutto psicologia.
L'amore ha anche questo in comune con la poesia: che, quando ci si spiega, si è perduti.
Niente riflette l'ostinata e miracolosa insensatezza della vita meglio dell'atto sessuale. Pensiamo al giudizio che ne darebbe una pianta.
Si può osservare che nelle discussioni politiche, religiose o d'altra natura la gente non vuole affatto conoscere la realtà delle cose, ma solo essere confermata nei suoi pregiudizi: è di una fede, non della verità, che ha bisogno.
Che si siano sempre pregati gli dèi è umano, ma ciò non depone, a dire il vero, in favore della nostra eleganza. Meno che mai della loro.
Tra il reale e l'irreale c'è una porta: quella porta siamo noi.
Pare un assurdo, eppure è esattamente vero, che, tutto il reale essendo un nulla, non v'è altro di reale né altro di sostanza al mondo che le illusioni.
Preferiamo un inferno reale che un paradiso immaginario.
Il reale è sempre al suo posto.
Ignoro dove finisca l'artificiale e inizi il reale.
Bene è ribadire l'oggettività del reale, in un secolo di pirandellismi, altrimenti si finisce male... Gli oggetti sono, grazie a Dio.