Che razza di uomini era mai questa gente russa che non rispettava nessun valore di umana corrispondenza?- Mario Giannone
Che razza di uomini era mai questa gente russa che non rispettava nessun valore di umana corrispondenza?
C'era una cosa nel campo che ci disturbava non poco, togliendoci quella pace e quella serenità che ci erano tanto care. Era l'assillante propaganda politica affidata a comunisti italiani rifugiati in Russia.
L'amore che vince ogni più cupo pensiero e dissolve ogni tormento nel cuore.
E la morte passò con la nuda falce a produrre tanti vuoti nelle nostre già sparute schiere di sopravvissuti.
Quando penso alla Russia penso al dolore: non solo ai drammi, ma anche alle miserie di ogni giorno.
Mi è molto affine l'umorismo, lo slancio emotivo del popolo russo.
Il mio solo nemico serio oggimai era il russo officiale, od il suo cane, il Cosacco.
Solo te posso amare, Russia, mio dolce paese che hai gioia breve e violenta nelle sonore canzoni di primavera sui prati.
Anche nel sogno sei strana. Non toccherò la tua veste. Sonnecchio - e dietro il sopore è il mistero, e nel mistero tu riposi, Rus'.
La Russia è un paese con un passato imprevedibile.
O Russia, terra color lampone e azzurro caduto nel fiume, amo fino alla gioia, fino al tormento la tua tristezza di lago.
La relazione tra i Russi e una bottiglia di vodka è per dire poco mistica.
O mia patria d'oro! In autunno lucente cattedrale!