La dolcezza dei buoni, dei vinti, degli inermi. La dolcezza della malasorte accettata senza reclami.- Mauro Corona
La dolcezza dei buoni, dei vinti, degli inermi. La dolcezza della malasorte accettata senza reclami.
Oltre a invecchiare il corpo, il tempo indurisce l'anima.
Fame e freddo non fanno domande.
Usciva mezzo addormentato dal lenzuolo rosa dell'alba e si stendeva sulle punte dei monti circostanti.
Quegli ulivi, nonostante il corpo stravolto, bugnoso, avvitato su se stesso come in preda a contorsioni tremende, conservavano un'eleganza, uno stile e un equilibrio mai riscontrati in nessun altro albero.
Dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere.
L'amicizia diminuisce quando c'è troppa felicità da una parte e troppa sfortuna dall'altra.
Tu sei la pubblicità della sfiga.
Le formiche parlano di sfortuna soltanto quando le loro compagne vengono schiacciate da un tacco a spillo.
È consolazione per i disgraziati aver avuto compagni di sventura.
Tu sei sposato alla calamità.
In ogni avversità della sorte la condizione che genera più infelicità è l'essere stati felici.
Non era che un vigliacco e quella era la maggior sfortuna che un uomo potesse avere.
L'ultimo gradino della cattiva fortuna è il primo alla buona.
Siate certo che, qualunque sia la sventura che mi perseguita, io posso anche cedere alle circostanze, ma non consentirò mai ad una cosa indegna di me. È nella sventura che si capisce meglio ciò che si è.
L'infelicità è molteplice. La sfortuna della terra è multiforme.