Muore giovane chi è caro agli dei.- Menandro
Muore giovane chi è caro agli dei.
Una lunga vita comporta molte sventure.
A lungo andare, solo il capace ha fortuna.
Il padre più severo nei suoi rimproveri è rude nelle parole, ma padre nelle azioni.
La maggior parte delle malattie traggono origine da un dispiacere.
Viviamo, non come vogliamo, ma come possiamo.
La morte, questo fiero sergente, è severa nella sua custodia.
Ogni morte d'uomo mi diminuisce, perché io partecipo all'umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona anche per te.
La tradizionale versione apocalittica di una fine del mondo, con i suoi immani cataclismi che investono tutti, è anche rassicurante, perché permette di sovrastare l'angoscia della propria morte con l'immagine di una morte universale, di roghi e diluvi che bruciano e sommergono ogni cosa.
Sposi della vita, amanti della morte.
Le statistiche indicano la percentuale di nati morti. Trascurano la percentuale di morti vivi.
È tanta la stupidità, anzi la follia degli uomini, che alcuni sono spinti alla morte dal timore della morte.
Morire è solo un modo particolarmente esatto di invecchiare.
La morte è il riconoscimento della fraternità, della comune natura filiale. Forse è la strada per accogliere l'idea di creazione divina che mi riesce tanto difficile.
Sin dal giorno della mia nascita, la mia morte ha iniziato il suo cammino. Sta camminando verso di me, senza fretta.
La morte è una sorpresa che rende inconcepibile il concepibile.