Muore giovane chi è caro agli dei.- Menandro
Muore giovane chi è caro agli dei.
La precipitosità è causa di guai.
Beato colui che riesce ad avere ricchezze ed intelligenza.
La maggior parte delle malattie traggono origine da un dispiacere.
A lungo andare, solo il capace ha fortuna.
Il saggio porta le proprie sostanze in se stesso.
Cercate, meditando frequentemente sulla morte, di portarvi al punto per cui essa non vi sembri più una terribile nemica, ma un'amica la quale libera da questa sciagurata esistenza l'anima che langue nei conati della virtù per introdurla nel luogo della ricompensa e del riposo.
Qualcuno va incontro alla morte pieno d'ira: solo chi vi si è preparato a lungo, ne accoglie lieto l'arrivo.
La morte è solo l'inizio del secondo tempo.
Il mistero dell'amore è più grande del mistero della morte.
Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell'uomo.
Ognuno di noi parte da una fondamentale certezza: la morte, ma deve approdare ad una altrettanto valida certezza; la vita. Sono questi il NERO ed il BIANCO della nostra esistenza.
E poi morire non è nulla. E' solo finire di nascere.
Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte.
La morte non è mai banale: è solennità, è mistero.
Come uomini siamo uguali davanti alla morte.