Un aforisma ha poco fiato in corpo, ma gambe lunghe.- Michelangelo Cammarata
Un aforisma ha poco fiato in corpo, ma gambe lunghe.
Il superbo cammina sui trampoli della solitudine.
L'attimo fuggente è l'unità di misura della vita.
Il massimo risultato con il minimo sforzo si raggiunge in due sole occasioni: la nascita e la morte.
Le eccezioni sono l'unico aspetto positivo delle regole.
L'uomo pensa per aforismi e si guida con degli aforismi. L'aforisma lo dispensa dal riflettere troppo prima di agire.
La letteratura aforistica è una letteratura marginale perché poco attraente e ammiccante. Ci invita non al sogno, ma al confronto con noi stessi e la società in cui viviamo.
È proprio dell'aforisma enunciare verità che sembrano menzogne e menzogne che sembrano verità.
Il maggior pericolo, per chi si dedica agli aforismi, è l'irrompere dei sentimenti nel mondo del pensiero.
Tutte le forme letterarie convivono col lavoro. Solo l'aforisma, il frammento, uno zibaldone, sono figli dell'ozio.
Togliete il superfluo dal mondo, e resterà un aforisma.
Chi scrive aforismi non vuole essere letto ma imparato a memoria.
Un segno di vecchiaia è l'inettitudine a creare aforismi. A settanta e oltre la natura ti ha già dato per morto, ti dà alle pale e agli angeli della reincarnazione. L'aforisma è un'illuminazione spermatica metafisica, tra i quaranta e i cinquanta è la sua età ideale.
Grazie alla sua forma breve, l'aforisma impressiona lo spirito e si ricorda facilmente. Per queste ragioni, costituisce uno dei più sicuri mezzi per perpetuare i pensieri.
L'aforisma sollecita il pensiero, sprona a nuove azioni e riflessioni. Forse è per questo che di norma si parla di aforismi e non di aforisma. Ogni aforisma chiede nuovi aforismi, successivi sviluppi di pensiero.