La più perduta di tutte le giornate è quella in cui non si è riso.- Nicolas Chamfort
La più perduta di tutte le giornate è quella in cui non si è riso.
Re e preti, nel condannare la dottrina del suicidio, hanno voluto assicurare la durata della nostra schiavitù. Intendono tenerci chiusi in una cella senza uscita, come quello scellerato della Commedia di Dante che fa murare la porta della prigione dove era rinchiuso lo sventurato Ugolino.
Chi non ha vera grandezza d'animo non può avere bontà; può avere soltanto bonomia.
Ci sono più pazzi che savi; e nel savio medesimo c'è più follia che saggezza.
Chi non ha carattere non è un uomo, è una cosa.
In amore tutto può essere vero o falso: l'amore è la sola cosa su cui non si può dire nulla di assoluto.
Benedetto colui che ride di sé stesso, se non sia per evitare il riso degli altri.
Una risata slarga e riscalda il cuore, ha la fraternità della preghiera; chi sa ridere di ciò che rispetta e amare ciò di cui ride, incluso in primo luogo se stesso, è un giusto.
Penso che far ridere non sia la prima scelta di chiunque.
Del senno di poi si può sempre ridere e anche di quello di prima, perché non serve.
Ridere non è un brutto modo per iniziare un'amicizia, ed è senz'altro il migliore per terminarla.
Sono nato piangendo mentre tutti ridevano e morirò ridendo quando tutti piangeranno.
Il riso squassa il corpo, deforma i lineamenti del viso, rende l'uomo simile alla scimmia.
Quello che esce indenne dal riso è valido. Quello che crolla doveva morire.
Chi ride è malvagio solo per chi crede in ciò di cui si ride.
È cosa giusta, ponderata e nobile che, se malattia e dolore sono contagiosi, non vi sia nulla al mondo di così irresistibilmente contagioso come il riso e il buon umore.