Il riso squassa il corpo, deforma i lineamenti del viso, rende l'uomo simile alla scimmia.- Umberto Eco
Il riso squassa il corpo, deforma i lineamenti del viso, rende l'uomo simile alla scimmia.
Certo ci sono bibliofili che collezionano a soggetto e persino leggono i libri che accumulano. Ma per leggere tanti libri basta essere topo di biblioteca. Il bibliofilo, invece, anche se attento al contenuto, vuole l'oggetto, e che possibilmente sia il primo uscito dai torchi dello stampatore.
È sempre meglio che chi ci incute paura abbia più paura di noi.
Il mondo è monotono, gli uomini non imparano nulla e ricascano a ogni generazione negli stessi errori ed orrori, gli avvenimenti non si ripetono, ma si somigliano: finiscono le novità, le sorprese, le rivelazioni.
Non c'è maggior successo che l'incontro piacevole tra due fallimenti.
Ma poi mi rendo conto che il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della Divinità, ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità.
Tanto l'uomo è gradito e fa fortuna nella conversazione e nella vita, quanto ei sa ridere.
Cani che abbaiano talora mordono. Uomini che ridono non sparano mai.
Ridere significa essere liberi dai falsi idoli del mondo che vogliono essere adorati e dalla tracotante serietà della vita che rende schiavi.
Del senno di poi si può sempre ridere e anche di quello di prima, perché non serve.
Penso che far ridere non sia la prima scelta di chiunque.
Quello che esce indenne dal riso è valido. Quello che crolla doveva morire.
Molti uomini, a causa del riso, producono gioie illusorie: ma io odio i buffoni che per mancanza dei saggi hanno bocche senza freno, e non vanno verso armonia d'uomini, ma nel riso degne case abitano, e dalle navigazioni giungon salvi a casa.
Chi ride è malvagio solo per chi crede in ciò di cui si ride.
A volte penso che nel momento in cui uno ride, quello sia veramente un momento in cui si aprono le porte della percezione e l'Eternità entra in noi.
Occorre ridere soprattutto di noi stessi.