Diffidate di un filosofo che sa di sapere.- Norberto Bobbio
Diffidate di un filosofo che sa di sapere.
La prima condizione perché il dialogo sia possibile è il rispetto reciproco, che implica il dovere di comprendere lealmente ciò che l'altro dice.
Fra i malanni della nostra democrazia l'estensione sempre più ampia di zone di potere occulto non è dei meno gravi.
L'individuo è uno, singolo. Nel caso dell'aborto c'è un "altro" nel corpo della donna. Il suicida dispone della sua singola vita. Con l'aborto si dispone di una vita altrui.
Quando non si vede bene cosa c'è davanti, viene spontaneo chiedersi cosa c'è dietro.
L'ironista diffida di ciò che dice senza per questo credere che sia vero il contrario.
La diffidenza rende tristi.
La diffidenza più che sfiducia preconcetta è prudenza lungimirante.
La nostra diffidenza giustifica l'inganno altrui.
La diffidenza verso gli altri nasce anche dalla sfiducia in noi stessi.
Utilizzare i propri vizi, diffidare delle proprie virtù.
Ancora oggi, dopo la Shoah, l'odio razziale assume la forma insidiosa della diffidenza e del disprezzo fino alla violenza. Contro la viltà e l'egoismo, anche nel nostro tempo, serve il coraggio della verità contro l'inganno, la menzogna, l'infamia.
Diffidare esclude il conforto di una bugia ? regalo. Le bugie sono sempre regali. Le verità si pagano.
E così anche noi, diretti discendenti dei greci, siamo cresciuti con una sana diffidenza verso ogni forma di produttività eccessiva.
Sfiducia. ? La sfiducia in se stessi non sempre se ne va timida e insicura, ma a volte è quasi frenetica; per non tremare si è ubriacata.