Per l'uomo profondamente religioso, nulla è peccato.- Novalis
Per l'uomo profondamente religioso, nulla è peccato.
Basta volere per potere.
Il fato che ci opprime è l'ignavia del nostro spirito.
Chi vuol cercare Dio lo trova dappertutto.
Soltanto un artista può indovinare il senso della vita.
Nessuno può essere costretto a partecipare o a contribuire pecuniariamente a qualsivoglia culto, edificio o ministero religioso.
L'Antico Testamento poggiava sulla parentela di sangue; il Nuovo sulla parentela di fede. La "coesistenza" è tutta qui.
La critica della religione è il fondamento di ogni critica.
L'unica condizione per essere sempre e veramente religiosi è vivere sempre intensamente il reale.
Come sarebbe sciocco prestar fede ai miracoli del paganesimo, così è estremamente sciocco prestare fede a quelli del cristianesimo, poiché gli uni e gli altri scaturiscono da uno stesso principio di errori, di illusioni, di menzogne.
C'è una sola religione, benché ne esistano un centinaio di versioni.
Alla cosa più orrenda aggiungete un'idea religiosa, essa diventerà santa e pura. Attaccate Dio al patibolo, avrete la croce.
La religione, qualunque essa sia, è la reazione totale di un uomo alla vita, quindi perché non dire che qualsiasi reazione totale alla vita è una religione?
L'uomo non vive d'altro che di religione o d'illusioni.
La (ricerca della) felicità è davvero la religione dell'individuo moderno, illusoria come tutte le religioni. È una religione senza sacerdoti, che funziona industrialmente.