La critica della religione è il fondamento di ogni critica.- Karl Marx
La critica della religione è il fondamento di ogni critica.
La ragione è sempre esistita ma non sempre in una forma ragionevole.
Quando il tuo amore non produce amore reciproco e attraverso la sua manifestazione di vita, di uomo che ama, non fa di te un uomo amato, il tuo amore è impotente, è una sventura.
Lo Stato è il mediatore tra l'uomo e la libertà dell'uomo.
Il comunismo non toglie a nessuno potere d'appropriarsi la sua parte dei prodotti sociali, esso non toglie che il potere di assoggettare coll'aiuto di quest'appropriazione, il lavoro degli altri.
Eppure, tutta la storia dell'industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione.
La critica innalza perché non vede l'ora di abbattere.
Quale è il vero critico se non colui che porta in sé i sogni e le idee e i sentimenti di miriadi di generazioni, e a cui nessuna forma di pensiero è estranea, nessun impulso di emozioni oscuro?
Spesso la critica non è scienza; è un mestiere, in cui occorre più salute che intelligenza, più fatica che capacità, più abitudine che genio.
Il piacere della critica ci toglie quello di essere vivamente colpiti da cose bellissime.
La critica, come la intendo io, viene scritta nella speranza che le cose migliorino.
Non si può criticare ed essere diplomatici allo stesso tempo.
Criticare è valutare, impadronirsi, prendere possesso intellettuale, insomma stabilire un rapporto con la cosa criticata e farla propria.
Credo che la critica si giochi in una dimensione solitaria, oggi più che in passato. Il critico ha bisogno di amici, non di complici come è accaduto con i giochi di squadra della stagione ermetica.
La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole solo una lode.
È facile criticare giustamente; è difficile eseguire anche mediocremente.