Forse il peso specifico di un critico è null'altro che il suo desiderio di verità.- Ezra Pound
Forse il peso specifico di un critico è null'altro che il suo desiderio di verità.
Non c'è alcuna ragione perché un inventore debba capire tutte le implicazioni della sua invenzione.
Può darsi che tutte le scienze, o la maggior parte di esse, comincino con la sofferenza o con la pietà. Ma una volta che la scienza ha preso avvio, non c'è più posto per queste emozioni.
Gli indifferenti non hanno mai fatto la storia, non hanno mai neanche capito la storia.
Una buona educazione poetica non è che la scienza di essere scontenti.
La critica non ha strappato i fiori immaginari dalla catena perché l'uomo continui a trascinarla triste e spoglia, ma perché la getti via e colga il fiore vivo.
La critica, come la intendo io, viene scritta nella speranza che le cose migliorino.
La critica innalza perché non vede l'ora di abbattere.
Irritarsi per una critica vuol dire riconoscere di averla meritata.
La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole solo una lode.
Credo che la critica si giochi in una dimensione solitaria, oggi più che in passato. Il critico ha bisogno di amici, non di complici come è accaduto con i giochi di squadra della stagione ermetica.
Criticare è valutare, impadronirsi, prendere possesso intellettuale, insomma stabilire un rapporto con la cosa criticata e farla propria.
Gli insetti pungono non per cattiveria ma perché vogliono vivere anche loro; lo stesso è dei critici: vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.
La critica va fatta a tempo; bisogna disfarsi del brutto vizio di criticare dopo.
La critica della religione è il fondamento di ogni critica.