I critici devono sapere di più, e scrivere di meno.- Ezra Pound
I critici devono sapere di più, e scrivere di meno.
La libertà di parola senza la libertà di diffusione è solo un pesce dorato in una vaschetta sferica.
Il pensare divide, il sentire unisce.
Una buona educazione poetica non è che la scienza di essere scontenti.
Ogni epoca abbonda dei propri doni, eppure solo alcune epoche li tramutano in sostanza durevole.
L'arte non chiede mai a nessuno di fare nulla, di pensare nulla, di essere nulla. Esiste come esiste l'albero, si può ammirare, ci si può sedere alla sua ombra, si possono coglierne banane, si può tagliarne legna da ardere, si può fare assolutamente tutto quel che si vuole.
Il critico dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio.
La critica va fatta a tempo; bisogna disfarsi del brutto vizio di criticare dopo.
Talora la più efficace critica di un testo è proprio la sua parodia.
La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole solo una lode.
Irritarsi per una critica vuol dire riconoscere di averla meritata.
Forse il peso specifico di un critico è null'altro che il suo desiderio di verità.
Il piacere della critica ci toglie quello di essere vivamente colpiti da cose bellissime.
La critica è una spazzola che non si può usare sulle stoffe leggere, dove porterebbe via tutto.
Io ho dei critici una allegra vendetta. Ché le mie appassionate lettrici e amiche sono appunto le loro mogli, le loro sorelle.