I critici devono sapere di più, e scrivere di meno.- Ezra Pound
I critici devono sapere di più, e scrivere di meno.
Accademismo non è l'eccesso della conoscenza, è il possesso di idee fisse su come utilizzare i propri dati.
Il pensiero s'impernia sulla definizione delle parole.
Tra tutte le definizioni della bellezza che ho trovato in varie opere di filosofia, arte, estetica ecc. ricordo con piacere quella più semplice: troviamo una cosa bella in proporzione alla sua idoneità ad una funzione.
Le arti, quando sono sane, sono succinte.
Probabilmente la vera preparazione per il proprio lavoro non è ciò che si fa credendo di prepararsi al riguardo.
Talora la più efficace critica di un testo è proprio la sua parodia.
È facile criticare giustamente; è difficile eseguire anche mediocremente.
Un critico è un uomo che conosce la strada, ma non sa guidare l'auto.
Il critico dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio.
La critica, come la intendo io, viene scritta nella speranza che le cose migliorino.
Spesso la critica non è scienza; è un mestiere, in cui occorre più salute che intelligenza, più fatica che capacità, più abitudine che genio.
Credo che la critica si giochi in una dimensione solitaria, oggi più che in passato. Il critico ha bisogno di amici, non di complici come è accaduto con i giochi di squadra della stagione ermetica.
Accetto con gratitudine la più aspra critica, se soltanto rimane imparziale.
La critica della religione è il fondamento di ogni critica.
Forse il peso specifico di un critico è null'altro che il suo desiderio di verità.