C'è sempre qualcosa di ridicolo nei sentimenti di chi non amiamo più.- Oscar Wilde
C'è sempre qualcosa di ridicolo nei sentimenti di chi non amiamo più.
Per apprezzare la qualità di un vino e sapere in quale vendemmia venne fatto, non occorre berne tutto un barile.
Dietro la gioia e il sorriso ci può essere un temperamento ruvido, aspro e scaltro. Ma dietro il dolore non c'è che il dolore. L'angoscia, contrariamente al piacere, non si maschera mai.
Con la donna, la vera tattica è di farle la corte se è graziosa, e di farla a un'altra se è brutta.
Quanto ai poveri virtuosi, uno può averne compassione, ma è escluso che possa ammirarli.
È sempre doloroso separarsi dalle persone che si conoscono da poco. Si può sopportare l'assenza di vecchi amici con animo sereno. Ma perfino una momentanea separazione da qualcuno a cui si è appena stati presentati risulta quasi insopportabile.
Ammetto: l'editore, per non essere ridicolo, non deve prendersi eccessivamente sul serio, l'editore è una carretta, è uno che "porta carta scritta", è un veicolo di messaggi, è tutt'al più, per parafrasare quel McLuhan di cui si parla tanto, un fautore di messaggi che siano anche massaggi.
Il divismo aveva un senso negli anni Cinquanta, oggi sarebbe ridicolo.
Ci si serve del ridicolo quando si ha la ragione contro.
Sopravvissuti alle nostre domande che son grosse e son tante e spesso ridicole.
Pensò: ora vado a salutarla di nuovo. Poi subito si corresse: no, gli addii non si ripetono, la prima volta sono romantici, la seconda noiosi, la terza ridicoli o tragici.
La vera razionalità è capace di capire il ridicolo.
Io parto per strappare una stella al cielo e poi, per paura del ridicolo, mi chino a raccogliere un fiore.
Quella letteraria è l'unica professione in cui nessuno ti considera ridicolo se non guadagni del denaro.
La necessità di parlare, l'imbarazzo di non aver nulla da dire e la brama di mostrarsi persone di spirito sono tre cose capaci di rendere ridicolo anche l'uomo più grande.
Il sublime e il ridicolo sono spesso così stretti insieme che è difficile classificarli separatamente. Un passo più in su del sublime forma il ridicolo, e un passo sotto il ridicolo forma di nuovo il sublime.