Voglio dipingere la verginità del mondo!- Paul Cézanne
Voglio dipingere la verginità del mondo!
C'è una logica colorata: il pittore non deve che obbedire a lei, mai alla logica della mente.
L'approvazione degli altri è uno stimolante, del quale talvolta è bene diffidare.
La tesi da sviluppare è, qualsiasi sia il nostro temperamento o capacità di fronte alla natura, riprodurre ciò che vediamo, dimenticando tutto quello che c'è stato prima di noi. Il che, penso, permette all'artista di esprimere tutta la sua personalità, grande o piccola.
Il disegno ed il colore non sono affatto distinti. Man mano che si dipinge, si disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso.
Se dipingete, chiudete gli occhi e cantate.
La pittura è una cosa privata; si lavora solo per pochi.
Faccio una natura morta, ma fare una natura morta mi appare un'attività così stupida che non voglio essere là a fare una natura morta. È un modo per sfuggire alla stupidità di fare quel genere di cosa in modo che la cosa si trasformi in un non dipinto, ma allo stesso tempo sia un dipinto.
La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
Una zuppa di prima categoria è meglio di un dipinto di seconda categoria.
Tiene in sé la pittura forza divina.
Il Ventesimo secolo non era interessato né alle impressioni né alle emozioni, era interessato alle concezioni. E da questo è nata la pittura del ventesimo secolo.
Ciò che bisogna dipingere è dato dall'ispirazione, che è l'evento in cui il pensiero è la somiglianza stessa.
Il denaro ha perso la sua qualità narrativa, come è accaduto alla pittura tanto tempo fa. Il denaro parla a se stesso.
Non so disegnare, non so dipingere e non so scolpire. Le mie cose non le tocco proprio. È il vuoto che mi concentra e mi dà delle idee.