Il canto di un usignolo lima la notte.- Paul Eluard
Il canto di un usignolo lima la notte.
Ed è negli occhi del bimbo, nei suoi occhi scuri e profondi, come notti in bianco, che nasce la luce.
La nudità della donna è più prudente del precetto del filosofo. Non chiede che la si soppesi.
Il cielo, il cielo è un ditale per cucire.
Il passato è un uovo rotto, il futuro è un uovo da covare.
La notte corre incontro a se stessa.
Datemi il silenzio e sfiderò la notte.
Vieni dunque, o notte solenne, matrona sobriamente vestita di nero, e apprendimi a perdere una partita vinta, nella quale vengon giuocate due intatte verginità.
Cosa ha a che fare la notte con il sonno?
Il mondo è un occhio gigante che fissa le stelle. Quando si stanca, chiude le sue palpebre.
Io sopporto con fatica le notti di plenilunio che d'estate o d'inverno denudano tutte le cose. Esse scacciano il sonno e conducono sempre con sé pensieri lucidi e freddi. Siano maledette!
Se così triste è la notte, è triste per colpa mia.
I colori maturano la notte.
Le notti in cui rimani sveglio a fare l'amore, chiacchierare e ridere fino all'alba, in cui ci si confessano cose intime, cose di cui ci si è sempre vergognati. Sono le notti in cui ti senti così vicino che nessuna distanza ti separa dalla persona al tuo fianco.
Se una notte di plenilunio è bella, essa è perfetta, e nulla manca né in cielo né in terra: nel cielo che contempliamo e nella notte accecata dal suo splendore.