Noi siamo fatti per ignorare che non siamo liberi.- Paul Valéry
Noi siamo fatti per ignorare che non siamo liberi.
Il pittore non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà.
Gli altri fanno libri. Quanto a me, io faccio la mia mente.
Se poi il nostro "io" è detestabile, amare il prossimo come se stessi diventa un'atroce ironia.
L'amicizia, l'amore è poter essere deboli insieme.
Ci sono quattro contrassegni indipendenti della falsità di una religione. I miracoli, i misteri, le minacce, le promesse. Ne basta uno solo.
Spesso si riconosce la felicità solo dopo averla persa.
Ho dovuto accettare di essere un alcolizzato, quello è stato lo scoglio principale e credo sia necessario superarlo. Tuttavia evito di usare quella parola - alcolizzato - e preferisco dire di essere malato.
Se si esige che tutto ciò che accade nella psiche debba per forza esser noto alla coscienza, si avanza in effetti una pretesa insostenibile.
Le star internazionali sono fantastiche: sono gli attori migliori al mondo e solo in pochi se ne rendono conto.
La coscienza della propria forza la accresce.
In teoria vi è una perfetta possibilità di felicità: credere all'indistruttibile in noi e non aspirare a raggiungerlo.
L'occidente deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà che ha garantito benessere largo e il rispetto dei diritti umani, di quelli religiosi, che non c'è nei paesi islamici, il rispetto dei diritti politici.
Meglio sapere di essere disprezzato, che vedersi disprezzato e adulato a un tempo.
La gente non sa cosa vuole, nonostante dica il contrario, altrimenti non si meraviglierebbe di continuo.
Noi non moriamo perché dobbiamo morire; moriamo perché un giorno, e non così tanto tempo fa, la nostra consapevolezza è stata forzata a considerarlo necessario.