La via che indica la Chiesa non porta a Dio, porta alla Chiesa.- Pino Caruso
La via che indica la Chiesa non porta a Dio, porta alla Chiesa.
Il vero problema non è la libertà delle religioni ma la libertà dalle religioni.
Da piccolo facevo la fame. Ora faccio la dieta. Sono cinquant'anni che non mangio.
Il teatro d'avanguardia è il teatro di domani: il guaio è che te lo fanno vedere oggi.
Un vecchio non s'improvvisa. Per farne uno, occorrono anni.
La buona educazione è l'unica forma d'ipocrisia accettabile.
Senza la Chiesa, che orienta e incarna la fede, è difficile non ridurre Dio a una nube senza forma, Gesù a un idolo domestico, la carità a un discorso umanitario, che non conosce la comunione personale e concreta.
Penso che la Chiesa faccia questo da sempre, cioè è la rappresentante dell'anima in quel che dice e in quel che fa.
La Chiesa combatte la passione con l'estirpazione in ogni senso: la sua prassi, la sua «cura» è il castratismo. Essa non chiede mai: «come si spiritualizza, si abbellisce, si divinizza un desiderio?»
La predicazione della Chiesa fu efficacissima quando insegnava ad odiare l'ebreo. Sarà meno efficace ora che cercherà di insegnare ad amarlo. Perché allora secondava i bassi istinti dell'uomo. Da ora innanzi li contrasterà.
La chiesa non è la padrona o la serva dello stato, ma la coscienza dello stato.
Ogni volta che un evento importante, una rivoluzione o una calamità volge a profitto della Chiesa, è sempre identificata con la Mano di Dio.
Sono nelle mani di Dio poiché sono nella mani della Chiesa.
Non c'è laicità possibile, per esempio, se tanto per cominciare non si conviene subito che Satana è un'invenzione della chiesa per distrarre l'attenzione da se stessi. Chi grida "Al lupo! Al lupo!" di mestiere che altro mestiere può fare se non il lupo?
Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?
La Chiesa si muove, è articolata, è attenta alle novità del mondo, dell'uomo, alle loro inquietudini. Questo rende la Chiesa importante per tutti noi, anche per coloro che non credono o si rammaricano di non credere.