C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.- Primo Levi
C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.
In questa nostra epoca fragorosa e cartacea, piena di propaganda aperta e di suggestioni occulte, di retorica macchinale, di compromessi, di scandali e di stanchezza, la voce della verità, anziché perdersi, acquista un timbro nuovo, un risalto più nitido.
Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.
In questo Ka-Be, parentesi di relativa pace, abbiamo imparato che la nostra personalità è fragile, è molto più in pericolo che non la nostra vita; e i savi antichi, invece di ammonirci «ricordati che devi morire», meglio avrebbero fatto a ricordarci questo maggior pericolo che ci minaccia.
Benché inglobati e trascinati senza reliquie dalla folla innumerevole dei loro consimili essi soffrono e si trascinano in una opaca e intima solitudine, e in solitudine muoiono e scompaiono, senza lasciar traccia nella memoria di nessuno.
Eccoci docili sotto i vostri sguardi: da parte nostra nulla più avete a temere: non atti di rivolta, non parole di sfida, neppure uno sguardo giudice.
Dio è sottile, ma non dispettoso.
Quando il male passa, perdoniamo Dio.
La musica è riconciliazione con Dio.
Vivere in incognito, come Dio.
Dio e il Nulla sono sinonimi.
Quando Dio creò l'uomo, era già stanco. Ciò spiega molto.
Se Dio esiste, chi è? Se non esiste, chi siamo?
Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa.
Dio è l'eterno, mentre il tempo è un idolo, quando diventa oggetto di venerazione.
Non posso immaginarmi un Dio che ricompensa e che punisce l'oggetto della sua creazione.