Non è con l'intelligenza che Lo si capisce, ma è la vita che Lo fa comprendere.- Lev Tolstoj
Non è con l'intelligenza che Lo si capisce, ma è la vita che Lo fa comprendere.
Il cimitero è pieno di grandi uomini di cui il mondo non poteva farne a meno.
Proprio in quest'ozio obbligatorio e incensurabile è sempre consistita e consisterà la principale attrattiva della carriera militare.
La caccia era una occupazione naturale per l'uomo primitivo, mentre questa occupazione nell'uomo moderno civilizzato non fa che esercitare e sviluppare in lui istinti bestiali, che la coscienza riprova, e che teoricamente la nostra civiltà vorrebbe aboliti.
Per attrarre, il lavoro dev'essere già fatto a metà e bene.
Sono sempre con me stesso, e sono io che sono il mio torturatore.
Non totalmente ignari, e non completamente nudi, ma trascinando nuvole di gloria discendiamo da Dio, che è la nostra casa.
Dio si serve dei venti contrari per condurci in porto.
Quando Dio ha fatto l'uomo e la donna, non li ha brevettati. Così da allora qualsiasi imbecille può fare altrettanto.
Dio non è morto, ciò che muore sono le forme sempre limitate che l'uomo dà a Dio.
Nessun vero tiranno conosciuto della storia è mai stato responsabile di un solo centesimo dei delitti, dei massacri, e di tante atrocità attribuite al Dio della Bibbia.
Se Dio vuole i peccati, allora è lui che li commette; se non li vuole, essi vengono tuttavia commessi. Quindi o egli è imprevidente o impotente, oppure è crudele, perché o non sa o trascura di compiere quello che vuole.
Non crederò mai che dio giochi a dadi col mondo.
Credo che il nome di Dio non solo non si debba nominare invano, ma penso che non si debba nominare affatto.
L'argomento principale contro l'esistenza di Dio è che ci manca il sentimento assoluto della nostra immortalità.
Solo un Dio che si propone con segni, indizi, tracce, impronte e che non si impone, apparendo sfolgorante nella Sua gloria, può instaurare con le Sue creature un rapporto libero e non una dipendenza necessaria.