A stento la divinità concede di amare ed esser saggi.- Publilio Siro
A stento la divinità concede di amare ed esser saggi.
Non duole la ferita che ci si procura quando si vince.
Anche un solo capello fa la sua ombra.
Ci sono rimedi peggiori della malattia.
Un amante conosce ciò che desidera, ma non vede ciò che è saggio.
Dà un doppio soccorso al povero chi glielo dà in fretta.
Ogni volta (spesso) che mi accade di non capire qualche cosa, istintivamente mi prende la speranza che sia di nuovo la volta buona, e che io torni a non capire più niente, a impossessarmi di quella saggezza diversa, trovata e perduta nel medesimo istante.
Non si diventa saggi invecchiando, ma solamente furbi.
Lo sciocco si meraviglia, l'uomo saggio chiede.
Non chiamar felice chi possiede molte ricchezze; si addice di più quel termine a chi sa curare da saggio i doni degli dei, e sa sopportare la dura povertà; a chi teme di più il disonore che la morte, e non esita a perdere la vita per i cari amici o per la patria.
Il primo passo per la saggezza è porre in discussione ogni cosa - e l'ultimo è venire a patti con ogni cosa.
I libri non conferiscono saggezza a chi prima non ne aveva, ma possono accrescere quella di chi ne era già provvisto.
Chi è solo giusto è duro, chi è solo saggio è triste.
Non sprecare gran parte del tuo tempo su voci che non contano. Scollegati dalle banalità in modo da avere più tempo per sintonizzarti sulle voci importanti.
Non vi è una perdita di tempo se si utilizza l'esperienza con saggezza.
Si incomincia a diffidare delle persone molto sagge quando sono in imbarazzo.