A stento la divinità concede di amare ed esser saggi.- Publilio Siro
A stento la divinità concede di amare ed esser saggi.
Riflettendo si impara la saggezza.
La confessione dei nostri peccati è il primo passo verso l'innocenza.
A chi sta in alto la caduta è molto più facile che faccia male.
Chi fa un'offerta a un morto, a quello non da nulla e toglie a sé stesso.
La devozione della sposa presto si tramuta nell'odio dell'amante.
I saggi non sono curiosi.
Le parole sono i gettoni dei saggi, che non fanno i conti con essi, ma sono i soldi degli sciocchi.
Ne' giovani troppa saviezza è mal segno.
Le leggi sono poste per i saggi non perché non commettano ingiustizia, ma perché non la subiscano.
Quanto più invecchio tanto più diffido della popolare dottrina che l'età porta saggezza.
La venerazione tributata al saggio fa onore a chi la esercita.
L'uomo si crede savio quando la sua pazzia sonnecchia.
Solo gli spiriti veramente grandi, come le aquile, hanno i nidi solo nelle vette deserte.
La scienza in quanto tale non è in alcun modo garanzia di saggezza e di umanità.