È sapiente invano il sapiente che non sa giovare a sé stesso.- Quinto Ennio
È sapiente invano il sapiente che non sa giovare a sé stesso.
Il vero amico si rivela nella situazioni difficili.
Detto fatto: così agisce il tuo uomo di valore.
Nessuno guarda a cosa c'è davanti ai suoi piedi: tutti guardano alle stelle.
Odiamo chi ci incute timore; ciascuno desidera con ardore che coloro che odia crepino.
Il sapiente che non è in grado di giovare a se stesso, inutilmente sa.
La vera saggezza è meno supponente della stupidità. L'uomo saggio dubita spesso, e cambia la sua opinione; lo stupido è ostinato, e non ha dubbi; egli conosce tutte le cose ma non la sua stessa ignoranza.
L'uomo sapiente deve essere capace non solo di amare i suoi nemici, ma anche di odiare i suoi amici.
Non può essere fortezza d'animo dove non è sapienzia.
Il saggio si vergogna di vedere le proprie parole eccedere le proprie azioni.
Conoscere te stesso è il principio di tutta la saggezza.
Sapere di sapere quel che si sa e sapere che non si sa quel che non si sa: ecco la saggezza.
Un uomo di buona volontà lascia un'idea falsa appena si accorge della sua falsità e rigetta un'affermazione sbagliata non appena venga corretto.
Ad ogni uomo è concesso conoscere se stesso ed essere saggio.
Bisogna perseverare e rinvigorire il nostro spirito con una assidua applicazione, finché la tendenza al bene diventi saggezza.
Il saggio si comporterà senza volerlo in modo affabile con gli altri uomini, come un principe, e nonostante ogni diversità di ingegno, di classe e di costumi, facilmente li tratterà come uguali: cosa per cui, non appena essa sarà notata, gliene si vorrà.