È sapiente invano il sapiente che non sa giovare a sé stesso.- Quinto Ennio
È sapiente invano il sapiente che non sa giovare a sé stesso.
Si odia chi si teme.
L'amico sicuro si riconosce nell'incerta fortuna.
Il sapiente che non è in grado di giovare a se stesso, inutilmente sa.
Il vero amico si riconosce nell'avversa fortuna.
Non chiedo oro per me, non voglio compensi da voi; non come mercanti di guerra, ma come guerrieri, col ferro non con l'oro decideremo della nostra vita e della vostra.
Un uomo diventa saggio solo quando comincia a calcolare la profondità approssimativa della sua ignoranza.
Ogni pazzia è suprema saggezza per un occhio che sa vedere... molta saggezza, la più pura follia!
Il sapere dorme e russa nelle biblioteche, ma la saggezza è ovunque, ben desta, in punta di piedi.
Gli uomini sono saggi non in proporzione della loro esperienza, ma della loro capacità di fare esperienza.
La conoscenza parla, ma la saggezza ascolta.
Insieme al successo arriva una reputazione di saggezza.
L'uomo si crede savio quando la sua pazzia sonnecchia.
Il saggio soltanto trae dalla vita e da ogni età tutto il suo sapore, perché ne sente la bellezza, la dignità e il prezzo.
Il saggio non può perdere nulla; tutto ha riposto in sé, non affida nulla alla fortuna, ha i suoi beni al sicuro, appagato della virtù.
Il saggio porta le proprie sostanze in se stesso.