È sapiente invano il sapiente che non sa giovare a sé stesso.- Quinto Ennio
È sapiente invano il sapiente che non sa giovare a sé stesso.
Non chiedo oro per me, non voglio compensi da voi; non come mercanti di guerra, ma come guerrieri, col ferro non con l'oro decideremo della nostra vita e della vostra.
Odiamo chi ci incute timore; ciascuno desidera con ardore che coloro che odia crepino.
Si odia chi si teme.
L'amico sicuro si riconosce nell'incerta fortuna.
La via del saggio è agire, ma non competere.
Il genio è saggezza e gioventù.
La più gran pazzia dell'uomo è il riputarsi savio.
I re saggi generalmente hanno saggi consiglieri, perché l'uomo capace di distinguere un saggio deve essere saggio egli stesso.
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride, dall'orgoglio che non s'inchina davanti a un bambino.
Il sapere dorme e russa nelle biblioteche, ma la saggezza è ovunque, ben desta, in punta di piedi.
Il silenzio può talvolta fare le veci della saggezza per il povero di spirito e della sapienza per l'ignorante.
Il saggio non si lascia mai prendere la mano dalla buona fortuna, né abbattere da quella avversa.
Le regole sono per gli stupidi e non rappresentano per il saggio più che un orientamento generale.
Vai, parole, tradite invano il morso secreto, il vento nel cuore soffia. La più vera ragione è di chi tace.