Perché non ho scritto La Divina Commedia? Perché non c'ho pensato.- Roberto Benigni
Perché non ho scritto La Divina Commedia? Perché non c'ho pensato.
Siate felici! E se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non vi scordate della felicità.
Perché se lei morisse, tutta questa messa in scena del mondo che gira, non la riuscirei a sopportare!
Il poeta è colui che con le parole incanta l'animo e fa battere il proprio cuore e quello altrui.
Nulla è più scientifico della fantasia.
Il mistero svelato è svilito.
Chiamatelo fato o ironia, ma sono nata, tra tutti i Paesi della Terra, in quello meno adeguato per una sostenitrice dell'individualismo.
È ovvio, adoro fare l'ironia, detesto cordialmente l'allegria.
La prova della bontà di una religione è il poter fare delle battute su di essa.
Con gli anni e l'esperienza ho perso i toni da melodramma e imparato il valore terapeutico dell'ironia.
Riconosco per mio solo ciò che ho scritto con inchiostro simpatico.
Faccio molte conferenze e comincio sempre ironizzando sulla mia condizione, perché so che può causare ansia ed inibizioni.
La letteratura ironica ha un carattere sostanziale: prende tutto sul serio.
L'ironia è facile, la fede difficile, e nessuno si fa beffe di te se ironizzi, tutti son pronti a schernirti se reciti un atto di fede.
Farsi beffe della filosofia vuol dire essere un vero filosofo.
Scrivere è riuscire a dire le cose gravi con frivolezza e quelle leggere con gravità; ci vuole però, il senso dell'ironia e anche quello dell'autoironia.