Perché non ho scritto La Divina Commedia? Perché non c'ho pensato.- Roberto Benigni
Perché non ho scritto La Divina Commedia? Perché non c'ho pensato.
Siate felici! E se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non vi scordate della felicità.
A me mi rovinano le donne. Troppo poche.
Ridi sempre, ridi, fatti credere pazzo, ma mai triste. Ridi anche se ti sta crollando il mondo addosso, continua a sorridere. Ci sono persone che vivono per il tuo sorriso e altre che rosicheranno quando capiranno di non essere riuscite a spegnerlo.
O sei innamorato, o non lo sei. E' come la morte... o sei morto, o non lo sei: non è che uno è troppo morto! Non c'è troppo amore, l'amore è lì, non si può andare oltre un certo limite e quando ci arrivi, a questo limite, è per l'eternità.
La castità è quella virtù che i preti si tramandano da padre in figlio.
Un giorno smetterò di scappare e la mia ironia cesserà di essere una difesa. Sarà solo una qualità, perché oggettivamente sono molto simpatico.
Riascoltati oggi, perfino gli «scarti» di Gaetano raccontano il presente più della maggior parte dei suoi colleghi vivi. Anche nelle sue tracce figlie di un Dio minore, c'è quel mix di lunarietà e ironia disillusa.
Solo chi non conosce il dolore, può ridere di chi soffre.
Se poi l'io è detestabile, amare il prossimo come se stessi diventa un'atroce ironia.
Ironia: estrema punta della politica dello spirito.
Comprendere la vanità e il ridicolo delle cose del mondo è somma sapienza; riderne è somma forza.
1. Le cose andranno peggio prima di andar meglio. 2. Chi ha detto che le cose andranno meglio?
L'ironia è l'opposto della mediocrità. Non esiste l'«ironia media». L'ironia è, per definizione, speciale. È la capacità di leggere la realtà in modo originale; e di dominarla, invece di farsene dominare.
L'ironia è l'occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l'assurdo, il vano dell'esistenza.
Più a fondo e meglio di un attacco arcigno, la battuta spiritosa serve a troncare anche le questioni grosse.