L'uomo preferisce vivere male cent'anni che bene cinquanta.- Roberto Gervaso
L'uomo preferisce vivere male cent'anni che bene cinquanta.
La malinconia è fatta di sogni che devono restare tali.
Il generoso sta al prodigo come il parsimonioso all'avaro.
I limiti della ragione sfuggono anche alla ragione. Come le sue possibilità.
Solo gli amori irrealizzati sono eterni.
Le indiscrezioni si fanno raccomandando la massima discrezione.
Così io vivo nel mondo più come osservatore dell'umanità che come appartenente alla specie.
Vivere è non pensare.
Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.
La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.
La morte degli altri ci aiuta a vivere.
Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l'ultimo perché il giorno che lo sarà non avrai voglia di crederlo.
Prima bisogna vivere, e dopo si può filosofare.
Vivrò per sempre o morirò cercando di riuscirci.
Il maggior ostacolo al vivere è l'attesa, chi dipende dal domani, perde l'oggi. Predisponi ciò che è in potere della fortuna, lasci andare ciò che è in tuo potere. Dove miri? Dove ti proietti? Tutto quello che deve avvenire è incerto: vivi senza indugio.
Ci sono uomini che vivono di certezze e non hanno mai dubbi: quelli non vivono, esistono.