L'uomo preferisce vivere male cent'anni che bene cinquanta.- Roberto Gervaso
L'uomo preferisce vivere male cent'anni che bene cinquanta.
L'amore platonico ha questo di bello: non si ha, poi, la scocciatura di rivestirsi.
L'aforisma è un lapillo dell'intelligenza.
La diffidenza verso gli altri nasce anche dalla sfiducia in noi stessi.
La felicità dura poco anche per non distrarre l'uomo dalla sofferenza, senza la quale non progredirebbe.
Il primo amore non si scorda mai. Soprattutto se non corrisposto.
Muoversi, vivere, non pensare!
Vivere: nel vivere non c'è alcuna felicità. Vivere: portare il proprio io dolente per il mondo. Ma essere, essere è felicità. Essere: trasformarsi in una fontana, in una vasca di pietra, nella quale l'universo cade come una tiepida pioggia.
Quando arriverà il tempo in cui avremo vissuto tanto a lungo da superare le illusioni della giovinezza, ci accorgeremo che il nostro mondo è fatto di tante piccole foglie, simbolo dei nostri ricordi.
Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.
Che cosa servono a quel tizio ottant'anni trascorsi nell'inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente.
Bisogna vivere come si pensa, altrimenti, prima o poi, si finisce col pensare come si è vissuto.
Vale la pena di lottare solo per le cose senza le quali non vale la pena di vivere.
Il mistero dell'esistenza umana non consiste nel rimanere vivi, ma nel trovare una ragione per vivere.
Si può, volendo, riportare l'intera arte del vivere a un buon uso del linguaggio.
Non posso vivere né senza te né con te.