La diffidenza verso gli altri nasce anche dalla sfiducia in noi stessi.- Roberto Gervaso
La diffidenza verso gli altri nasce anche dalla sfiducia in noi stessi.
I seni delle donne sono fatti per gli uomini che non sanno dove mettere le mani.
Quando un adulterio va confessato? Quando si è certi che non sarà creduto.
L'ipocrisia ci fa dire degli altri quel che vorremmo che gli altri dicessero di noi.
Con la ricchezza, diceva Orazio, crescono le preoccupazioni. Con la povertà, non diminuiscono.
Il successo prescinde dalla notorietà con la quale spesso viene confusa.
Diffida di chi ti da dei consigli e poi ti insulta, stronzo!
Diffida di tutti coloro che ti amano troppo senza conoscerti a fondo e senza nessun motivo visibile.
Non ti fidar mai d'una persona, che tu abbia offeso perché è verissima la sentenza, che l'offeso non perdona mai.
Una diffidenza moderata può esser savia: una diffidenza oltrespinta, non mai.
Quanto più una persona è intelligente, tanto meno diffida dell'assurdo.
Nessun più sicuro segno di debolezza che il diffidare istintivamente di tutto e di tutti.
Sfiducia. ? La sfiducia in se stessi non sempre se ne va timida e insicura, ma a volte è quasi frenetica; per non tremare si è ubriacata.
E così anche noi, diretti discendenti dei greci, siamo cresciuti con una sana diffidenza verso ogni forma di produttività eccessiva.
Utilizzare i propri vizi, diffidare delle proprie virtù.
La condizione di italiano espatriato attiva il complesso dell'orfano sannita, un che di sventurato e diffidente, di irto e rusticamente astuto.