Le cose più grandi sfolgorano, non spandono luce tenue per anni.- Roberto Vecchioni
Le cose più grandi sfolgorano, non spandono luce tenue per anni.
Così è la disperazione, come una preghiera senza destinatario.
Bisogna ricominciare da capo e fare scuola, farla pesantemente, con gli esami a settembre, la meritocrazia.
La misura dell'amore sta nella sua costanza, nella sua lentezza.
La canzone d'autore è una cosa sperimentale che tenta di nobilitare la letteratura nella canzone.
Ci sono normalità, regole, armonie che nemmeno noti tanto è scontato che ci siano. È l'eccezione, lo sconvolgimento del consueto che ti mette ansia, ti rizza i nervi, ti sbulina l'animo.
Sono andata lì qualche volta: oltre le foreste, sulle montagne di notte. Ho visto il mondo cadere via e la luce bianca dell'eternità riempire l'aria.
Quando c'è la luce è più facile tenere lontane le cose. Quando si fa buio arrivano tutte insieme.
C'è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.
E' la natura della verità lottare per la luce.
Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.
L'architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce.
Ero così veloce che avrei potuto alzarmi dal letto, attraversare la stanza, girare l'interruttore e tornare a letto sotto le coperte prima che la luce si fosse spenta.
La luce che brilla il doppio dura la metà.
Ho posto davanti a te una luce che tu puoi seguire e cosí correre senza inciampare.
Un racconto eschimese spiega così l'origine della luce: «II corvo che nella notte eterna non poteva trovare cibo, desiderò la luce, e la terra si illuminò». Se c'è un vero desiderio, se l'oggetto del desiderio è veramente la luce, il desiderio della luce produce la luce.