Sperperiamo le nostre luci invano, come le lampade di giorno.- William Shakespeare
Sperperiamo le nostre luci invano, come le lampade di giorno.
Non temere la grandezza: alcuni sono nati grandi, alcuni raggiungono la grandezza e altri hanno fede nella grandezza.
La più strana di tutte le stranezze finora da me udite, m'è sembrata quella che l'uomo debba aver paura della morte, sapendo che la morte, un fine necessario e inderogabile, verrà quando verrà.
Si dice che muore giovane chi è tanto giovane e saggio.
La disgrazia ci fa conoscere strani compagni di letto.
Se solo l'uomo fosse costante, sarebbe perfetto.
È finita la notte. Spegni la lampada fumante nell'angolo della stanza. Sul cielo d'oriente è fiorita la luce dell'universo: è un giorno lieto. Sono destinati a conoscersi tutti coloro che cammineranno per strade simili.
Un politico usa i dati come un ubriaco il lampione: non per la luce ma per il sostegno.
Ci sono due modi di diffondere la luce: essere la candela oppure lo specchio che la riflette.
Perché la luce sia splendente, ci deve essere l'oscurità.
L'età avanzata e la malattia rubino dai vigneti di notte, ma chi brucia di vigorosa giovinezza colga i frutti in presenza della luce.
Vivo ed amo nella peculiare luce di Dio.
Le idee sono per la letteratura ciò che la luce è per la pittura.
La bellezza non è nel viso. La bellezza è nella luce nel cuore.
Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri.
La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell'acqua scura di quella conchiglia d'argento che chiamiamo luna.