Alto e Glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio.- San Francesco d'Assisi
Alto e Glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio.
Fai attenzione a come pensi e a come parli, perché può trasformarsi nella profezia della tua vita.
Se io incontrassi un sacerdote ed un Angelo, saluterei prima il sacerdote e poi l'Angelo.
Guardate l'umiltà di Dio, e aprite davanti a Lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché Egli vi esalti. Nulla, dunque, di voi tenete per voi, affinché vi accolga tutti Colui che a voi si dà tutto.
Donandosi si riceve, dimenticando se stessi ci si ritrova.
Ricordatevi, fratelli miei sacerdoti, ciò che è scritto riguardo alla legge di Mosè: colui che la trasgrediva, anche solo nelle prescrizioni materiali, per sentenza del Signore, era punito con la morte senza nessuna misericordia.
Sono stati sempre poeti, uomini innamorati della gloria, a cantarne la vanità.
La gloria insegue preferibilmente quelli che la sfuggono.
Ricchezze, gloria, potenza non sono che fumo e vanità.
Se quei pochi uomini di valor vero che cercano gloria, conoscessero a uno a uno tutti coloro di cui è composto quel pubblico dal quale essi con mille estremi patimenti si sforzano d'essere stimati, è credibili che si raffredderebbero molto nel loro proposito e forse che l'abbandonerebbero.
La gloria si dà soltanto a coloro che l'hanno sempre sognata.
La gloria suprema è senza gloria.
Non c'è gloria o voglia che si possa bere oppure masticare né pietra di mulino a vento che quel sasso al cuore possa frantumare.
La gloria del maestro sono i discepoli, nei quali si rispecchia e sopravvive.
La gloria è un convento.
Sotto la buona volontà, dietro il desiderio di mostrare come stiano veramente le cose, spesso succede di trovare l'ansia di celebrare se stessi, di raggiungere la gloria, qualcosa che ha a che fare con il proprio ego.