Chi non ha una propria dimora non si sente un essere umano.- Selma Lagerlof
Chi non ha una propria dimora non si sente un essere umano.
Non c'è nulla di più gravoso che starsene fermi e inattivi quando si sentono raccontare terribili disgrazie altrui.
Sono più quelli che muoiono nella fuga che non quelli che muoiono combattendo.
Finché il povero ha una casa, ha l'impressione di valere come tutti gli altri.
È mai possibile che in questa casa immensa, con cento stanze e cinquanta bagni, sia un problema fare una cazzo di pipì?
La sua vita si svolge tra casa e chiesa... E vabbè, ma nel tragitto cosa succede?
Ogni casa ha il suo odore inconfondibile. Qualcosa che ti eccita e ti spaventa. Come quando torni a casa dalle vacanze e rimani sul ballatoio, con la porta aperta e le valigie a terra. Indeciso se profanare quella strana penombra.
La casa è una macchina per abitare.
Adorno diceva che la forma più alta di moralità è non sentirsi mai a casa, nemmeno a casa propria. Sono d'accordo. Non bisogna mai sentirsi troppo a proprio agio. Bisogna sempre essere un po' fuori posto.
Un figlio deve abitare la nostra casa come un estraneo avventuroso e felice.
Le case sono fatte per viverci, non per essere guardate.
Perché gli uragani hanno nomi femminili? Perché quando arrivano sono bagnati e scatenati, e quando se ne vanno si prendono la casa e la macchina.
Ah, Dio, quanto mi piacciono i ricchi! Mi piace come vivono. E come vivo io in casa loro.
Io porto i miei figli ovunque ma loro riescono sempre a trovare di nuovo la strada di casa.