Se giudichi il denaro un bene, ti angustierà una povertà falsa.- Lucio Anneo Seneca
Se giudichi il denaro un bene, ti angustierà una povertà falsa.
Ci vuole altrettanta magnanimità per riconoscere un favore ricevuto che per renderlo.
Lo stolto, tra gli altri mali, ha anche questo: incomincia sempre a vivere.
Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne.
Il saggio vivrà non quanto può ma quanto deve. E considererà dove vivere, con chi, in che modo, e quale attività svolgere. Egli bada sempre alla qualità, non alla lunghezza della vita.
Ecco una cosa grandiosa: avere la debolezza di un uomo e la tranquillità di un dio.
Chi mette da parte un po' di denaro è simile a un uomo che si fa costruire un sepolcro in un luogo asciutto al riparo dai vermi.
La borsa pesante fa il cuore leggero.
Fa molto il denaro, molto bisogna amarlo, rende l'infame uomo fidato, da rispettare, fa correre lo zoppo, il muto fa parlare; chi non ha le mani bene lo riesce a prendere.
Sono l'unica persona che conosco che è riuscita a perdere un quarto di un miliardo di dollari in un solo anno è qualcosa che ti forma il carattere.
Si ha l'età dei propri soldi.
Il denaro è la felicità umana in abstracto; perciò colui che non è più capace di goderla in concreto, si attacca con tutto il cuore alla felicità in abstracto.
I soldi sono una cosa seria. Qualcuno è convinto persino che parlino.
Quando chi lo interrogava chiese: "Che ne pensi del prestito del denaro?" Catone rispose: "Che ne pensi dell'omicidio?"
L'ideale, per disponibilità di denaro, è di averne come nelle ricette mediche: q.b. (quanto basta).
Il potere si conquista soltanto col soccorso delle masse e del denaro.