I mali incerti sono quelli che ci tormentano di più.- Lucio Anneo Seneca
I mali incerti sono quelli che ci tormentano di più.
La virtù non resta mai in incognito, per quanto nascosta, ma manda segni di sé: chiunque ne sarà degno, la recupererà dalle tracce.
È grande chi sa essere povero nella ricchezza.
Le proprie forze non si apprendono se non sperimentandole.
La fortuna non ha mai fatto un uomo saggio.
C'è un duplice vantaggio nell'insegnare, perché, mentre si insegna, si impara.
Nessun male è grande se è l'ultimo.
L'erbaccia è una pianta di cui non sono state ancora scoperte le virtù.
Se gli uomini potessero operare impunemente, non esiterebbero a compiere il male. Né dopo si sentirebbero peggiori.
Ci sono mali dei quali non bisogna cercar di guarire, perché sono i soli a proteggerci contro altri più gravi.
Peggio che il non aver pietà dei mali altrui, l'impietosire sui propri mali.
Chi si rallegra del male altrui, non troverà chi compianga il suo.
Ributtare da sé i mali non necessari è degno dell'uomo; ma anche più degno sopportare con animo forte i necessari.
Quel che un'epoca sente come male, è di solito un contraccolpo inattuale di ciò che una volta fu sentito come bene, l'atavismo di un più antico ideale.
Il male ha una fantasia illimitata.
Il genere umano non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.