Vuoi disprezzare il piacere del cibo? Guarda che fine fa.- Lucio Anneo Seneca
Vuoi disprezzare il piacere del cibo? Guarda che fine fa.
Quanto è insensato l'oratore che si allontana felice per gli applausi di un pubblico ignorante!
È necessario che tu viva per un'altra persona se vuoi vivere per te stesso.
L'ozio senza il conforto delle lettere è morte e sepoltura di un uomo vivo.
Il saggio è pieno di gioia, allegro e sereno, imperturbabile; la sua vita è pari a quella degli dèi.
Chi ti offende o è più potente o è più debole di te: se è più debole, risparmialo, se è più potente, risparmia te stesso.
La lattuga è come la conversazione: deve essere fresca e croccante, e così brillante che a malapena si noti il suo retrogusto amaro.
Non c'è amore più sincero di quello per il cibo.
Le verdure sono interessanti ma mancano di senso se non accompagnate da un buon pezzo di carne.
Per essere certi di venir accolti con favore dagli uomini, è meglio offrire loro del cibo per lo stomaco che per la mente.
I piaceri del palato sono simili ai ladri egiziani, che strangolano con un abbraccio.
È proprio di uno stomaco viziato assaggiare molte cose: la varietà di cibi non nutre, intossica.
Solo chi non ha fame è in grado di giudicare la qualità del cibo.
Quello che è cibo per un uomo è veleno per un altro.
Dio fece il cibo, ma certo il diavolo fece i cuochi.