Il vivere libero è assai più bello del vivere in carcere; chi ne dubita?- Silvio Pellico
Il vivere libero è assai più bello del vivere in carcere; chi ne dubita?
Non v'è in terra virtù senza pianto.
Non disonorare il sacro nome d'amico, dandolo ad uomo di niuna o poca virtù.
Avviene in prigione come nel mondo. Quelli che pongono la lor saviezza nel fremere, nel lagnarsi, nel vilipendere, credono follia il compatire, l'amare, il consolarsi con belle fantasie che onorino l'umanità ed il suo Autore.
Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
Non v'è dubbio che ogni condizione umana ha i suoi doveri. Quelli d'un infermo sono la pazienza, il coraggio e tutti gli sforzi per non essere inamabile a coloro che gli sono vicini.
La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.
Pochissimi sanno essere liberi e pochissimi cosa vuol dire esserlo.
La libertà positiva consiste nell'attività spontanea della personalità totale.
C'è pochissima vera libertà nel mondo: La legge, il costume, l'opinione pubblica, il timore o la vergogna ci rendono tutti schiavi.
La libertà, come tutti sappiamo, non fiorisce in un paese che sta sempre sul piede di guerra, o che si prepara a combattere. Una crisi permanente giustifica il controllo su tutto e su tutti, da parte del governo centrale.
Non posso considerare libero un essere che dentro di sé non nutra il desiderio di sciogliere i legami del linguaggio.
L'angoscia è la vertigine della libertà.
L'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.
Bisogna essere disposti a sopportare molto, anche in termini di difficoltà economica, per amore della libertà.
Nessun uccello vola troppo in alto, se vola con le proprie ali.