Ogni dolore che non distacca è dolore perduto.- Simone Weil
Ogni dolore che non distacca è dolore perduto.
La storia non è altro che una compilazione delle deposizioni fatte dagli assassini circa le loro vittime e sé stessi.
L'attaccamento è fabbricatore d'illusioni; chi vuole il reale dev'essere distaccato.
L'attenzione assolutamente pura è preghiera.
L'algebra e il denaro sono essenzialmente livellatori; la prima intellettualmente, l'altro effettivamente.
Non è forse la massima sventura, quando si lotta contro Dio, quella di non essere vinti?
Non c'è dolore più grande della perdita della terra natia.
Anche se ti fa paura, non ignorare l'abisso del tuo dolore.
Tutto finisce! Anche il dolore: e la pianticella che dedicasti alla requie di un caro un giorno schiuderà il fiore che offrirai a un carissimo vivente. Tutto finisce!
Soltanto il rispetto dei valori e dei dolori che si vogliono superare consente di trascenderli; ignorarli con frettolosa sgarbatezza significa lasciarli pericolosamente fermentare nel livore represso e lasciarli incancrenire nel risentimento non risolto.
Un momento di dolore vale una vita di gloria.
Era proprio così: anche le cose tristi passavano, anche i dolori, le disperazioni, come le gioie, impallidivano, perdevano la loro profondità e il loro valore, fin che veniva un momento in cui non ci si poteva più ricordare cos'era stato a far tanto male. Anche i dolori sfiorivano ed appassivano.
La felicità raduna, il dolore riunisce.
Il dolore è il grido dall'allarme della natura. È l'avvertimento sommario del complesso psichico contro l'aggressione di un estraneo.
Dolore è più dolor, se tace.
Viviamo sotto strati di dolore, uno soggiacente all'altro e che per la presenza di quest'altro non viene percepito, ma che è pronto a far sentire la sua punta non appena quest'altro scompare.